Film stasera sulle tv gratuite: C’È POST@ PER TE di Nora Ephron (lunedì 29 aprile 2013)

C’è post@ per te, Canale 5, ore 23,21.
youve-got-mailSi dovrà pure un giorno o l’altro riconsiderare e rileggere la figura di Nora Ephron, e sottrarla al ghetto di mera autrice di chick-flick (letteralmente film per gallinelle, definizione un filo spregiativa e sminuente che sta per cinema per signore e signorine) per darle il posto che si merita nel panorama della commedia cinematografica tout-court. Una che ha scritto Affari di cuore e Harry, ti presento Sally e scritto-diretto questo C’è post@ per te e Insonnia d’amore, non può che essere, ancora e ancora, un riferimento per ogni rom-com, e non solo. Scomparsa lo scorso giugno, ha interpretato al meglio quello spirito assai acuto, acuminato, brillante, intelligente, witty che è dell’ebraismo newyorkese di ascendenza yiddisch, al pari, per dire, di un Woody Allen (ed è tutto da leggere il pezzo sul New York Times di qualche mese fa in cui il figlio Jacob Bernstein la omaggiava e ne rievocava malattia e agonia: bello e straziante, pur se a ciglio asciutto). Si diceva: appartenenza alla cultura yiddish. Mica per niente questo film è il remake dichiarato di Scrivimi fermo posta girato nel 1940 da uno degli ebrei mitteleuropei emigrati a Hollywood e costruttori-artefici della grandezza del cinema amaricano, Ernst Lubitsch. Lì, nel film lubitschiano, c’erano uno scorbutico capocommesso di un negozio di Budapest – una Budapest tra le due guerre – e una commessina appena assunta in perenne conflitto e battibecco. Ma i due (James Stewart e Margaret Sullivan), ignorando ciascuno l’identità dell’altro, hanno anche una corrispondenza anonima per fermoposta che li porterà a innamorarsi. Naturalmente verrà il momento in cui la vita reale e quella parallela del carteggio verranno a sovrapporsi e cortocircuitarsi, e i due nemici scopriranno di essere gli innamorati cartacei. Nora Ephron sposta il tutto nella Manhattan anni Novanta (il film è del 1998) con un Tom Hanks gestore di una catena di grandi librerie che sta per divorare quella, piccola e di nicchia, di Meg Ryan. Chiaro che lui e lei si odiano. Senonchè si scrivono assiduamente, coperti da nickname, su una chat room, e immaginate come andrà a finire. Commedia sofisticata di fine secolo, ovvero con qualche inevitabile segno di corrività dei tempi. Ovviamente l’incolpevole Ephron mai avrebbe potuto immaginare che il suo titolo (o almeno il titolo italiano) sarebbe diventato anche quello di uno dei pilastri della tv popolare e un filo spazzaturista del nostro piccolissimo schermo.

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