Film oggi sulle tv gratuite: L’AMICA di Alberto Lattuada (mercoledì 1° maggio 2013)

L’amica, di Alberto Lattuada (1969). Con Lisa Gastoni, Jean Sorel, Elsa Martinelli, Raymond Lovelock, Gabriele Ferzetti. Su Iris, ore 11,50.
601_lamica2Un mio personale culto. Film remoto, dimenticato, cancellato. Visto pochissimo già allora, allo spartiacque tra anni Sessanta e Settanta, e poi definitivamente scomparso. Mi piacque molto: per la presenza nel ruolo protagonista di Lisa Gastoni, una delle donne più belle di sempre del cinema italiano, bellezza vibrante e non convenzionale, una donna vera e naturalmente sensuale, anche attrice eccellente (vederla in Svegliati e uccidi, Grazie zia e Mussolini ultimo atto per credere). E perché dietro la mdp c’era Alberto Lattuada, gran signore borghese che nella sua carriera registica bordeggiò molti generi, compresa la commedia popolare e proletaria all’italiana, mantenendo sempre un dandistico distacco. Il suo genere d’elezione era il melodramma elegante, e se ne trova qualche traccia anche in questo L’amica, ritratto di una borghesia (cosa rara nel cinema nostro di allora, e di sempre) milanese dai modi coltivati, di raffinata ipocrisia e sottile ferocia. Con il sesso, che in Lattuada è elemento basico, a fare da detonatore e motore narrativo. In L’amica una brava e devota moglie si trasforma in vendicatrice quando scopre di essere tradita dal marito. Per ristabilire in società la propria immagine e la propria caratura di donna da rispetto, fa credere di essere l’amante di un architetto (Jean Sorel, grande bellezza maschile di allora) “che ha un progetto per salvare Venezia”. Ma l’amica Carla (Elsa Martinelli, fantastica), che dell’architetto è la vera amante, capisce che Lisa sta mentendo e la copre di ridicolo. Contrattacco di Lisa, che si porterà a letto sia il marito che il figlio di Carla, e naturalmente anche l’architetto. Una commedia sofisticata e crudele, anomala nel panorama del cinema italiano. La seduzione come arma sociale. Il ritorno del rimosso borghese, la polvere che trapela da sotto il tappeto. Qualcosa come un piccolo, se volete piccolissimo Belle de jour italo-milanese. Molto congeniale a Lattuada, e ruolo perfetto per la Gastoni. Ricordo le scene a Venezia, notevoli, con il gioco di sguardi a tre Gastoni-Martinelli-Sorel.

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