Tutta L’ITALIA A CANNES: film, registi, attori, giurati (da Sorrentino a Valeria Golino e Nicoletta Braschi)

Incomincia mercoledì 15 maggio l’edizione numero 66 del Festival di Cannes, cerimonia di chiusura con premi e premiati la sera di domenica 26. L’Italia c’è, anche se non si può parlare di massiccia presenza (vuoi mettere Francia e Stati Uniti, veri dominatori per quantità di film?). Comunque, meglio dell’anno scorso, quando c’era solo Reality di Matteo Garrone nella sezione più importante, quella del Concorso, anzi Compétition, poi più niente. Quest’anno abbiamo, oltre a Sorrentino, anche il film della Golino a Un certain regard e qualcos’altro. Mappa completa dell’Italia cannoise.

1) La grande bellezza, di Paolo Sorrentino. In competizione.
Molto atteso. I trailer lasciano intuire un film memorabile, speriamo bene. Un giornalista social-mondano, Toni Servillo, ripercorre la Roma che ha conosciuto e conosce. Espliciti omaggi al Fellini di La dolce vita e Roma. Sorrentino è un habitué di Cannes, con Il divo si guadagnò qualche anno fa un premio di quelli pesanti. In corsa per la Palma, anche se la concorrenza è da paura: scorrete il programma e ve ne renderete conto. Sul red carpet arriveranno, oltre a Servillo, anche Sabrina Ferilli e Carlo Verdone, icone romane che in un film dedicato alla loro città non potevano mancare.01_Toni_Servillo_La_grande_bellezza_foto_di_Gianni_Fiorito-700x46605_Sabrina_Ferilli_La_grande_bellezza_foto_di_Gianni_Fiorito_6-700x466

 

2) Miele di Valeria Golino. Nella sezione Un certain regard.
Spiega breve e spero non noiosa della struttura del festival: ci sta la sezione principale, quella della Compétition con i film in corsa per la Palma d’oro, e una sezione diciamo parallela con titoli meno mainstream, ed è Un certain regard. Ci sono poi due rassegne non ufficiali, indipendenti dall’istituzione Festival (difatti la loro sede è fuori dal Palais), anche se legate al festival da una certa parentela e parecchi fili. La prima è la Quinzaine des Réalisateurs, la seconda la Semaine de la Critique. Ed è all’interno di Un certain regard che è stato collocato il primo film da regista di Valeria Golino, Miele, uscito nei nostri cinema la scorsa settimana. Bell’esordio, su un tema sensibile come l’eutanasia. A Cannes potrebbe molto piacere. Oltre che per i premi della sua sezione, concorre alla Caméra d’or per la migliore opera prima tra tutte quelle presentate non solo a Un certain regard, ma anche alla Quinzaine e alla Semaine de la Critique (ecco il perché della spiega suddetta, che se anni fa qualcuno l’avesse fatta a me mi sarebbe stata di grande utilità, invece d tutti a dare per scontate cose che non lo sono per niente). Probabile che ad accompagnare il film ci siano Valeria Golino, la protagonista Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio, che di Miele è produttore. Ma speriamo che venga pure il grande Carlo Cecchi.MG_2995-700x466MG_2198-700x466

 

3) Un château en Italie (Un castello in Italia), di e con Valeria Bruni Tedeschi. In competizione.
Ecco, il film non è italiano: batte bandiera francese, è girato tutto in francese. Però l’Italia c’entra fin dal titolo, e non solo. Valeria Bruni Tedeschi, regista (è l’unica autrice donna nel concorso principale) e interprete del film, racconta una storia semiautobiografica ispirata a quella di una dinastia di colti imprenditori torinesi che negli anni Settanta chiude l’azienda di famiglia e ripara in Francia. “Mi sono ispirata al Giardino dei ciliegi“, dice VBT. Nel film c’è la mamma di Valeria (e di Carla Bruni), Marisa Borini, ci sono Filippo Timi e Pippo Delbono. Abbastanza per dichiarare Un château en Italie un po’ nostro.

Bruni Tedeschi con Louis Garrel

Bruni Tedeschi con Louis Garrel

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4) Salvo, di Fabio Grassadonia & Antonio Piazza. Alla Semaine de la Critique.
Primo film del giovane duo Grassadonia & Piazza, ed è subito Cannes, anche se non ci troviamo al Palais, ma alla più defilata Semaine de la Critique. Rassegna comunque prestigiosissima, la cui selezione è curata da un pugno di severi critici francesi. Giuria, quella che assegna il Premio Nespresso, quest’anno presieduta dal portoghese Miguel Gomes, autore di Tabu, uno dei film più amati dai cinefili lo scorso anno. Salvo è film sicialiano, sicilianissmo fin dal titolo. Sono siciliani i due registi, anche sceneggiatori. Lo è la storia, quello di un killer mafioso e del suo ennesimo delitto. Ma la sorella cieca della vittima in seguito al trauma, o forse per un miracolo, riacquista la vista. Il killer non ha il coraggio di farla fuori, se ne innamora. Storia che non sappiamo se grottesco-beffarda o mistica o neo-neorealista o visionaria: stiamo a vedere. Sulla carta promette parecchio. Tra gli attori anche Luigi Lo Cascio.Salvo 2Salvo 1

 

5) Nicoletta Braschi, membro della giuria Cinéfondation & Short Films.
Ne hanno parlato in pochi, ma a Cannes c’è anche lei, la moglie e musa di Roberto Benigni, e produttrice dei suoi ultimi film. Dopo essersi defilata per un po’, rispunta nella giuria che dovrà assegnare i premi ai migliori cortometraggi e scegliere i nuovi talenti che godranno dell’appoggio (anche economico) della Cinéfondation. Presiede la giuria la regista neozelandese Jane Campion, colei che un bel po’ di anni fa a Cannes vinse la Palma con Lezioni di piano.thumb.php

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