Festival di Cannes 2013: i (probabili) VINCITORI entrano al Palais: Kéchiche, Farhadi, Escalante, Kore-eda…

Cannes, domenica 26 maggio, ore 18,25. Mancano esattamente 35 minuti all’inizio della cerimonia di premiazione. Chi sale l Montée des marches e entra in Salle Lumière è fortmente indiziato di essere tra i premiati. Dunque si son visti i giapponesi di Like Father, Like Son, confermando i rumors secondo cui il film si prenderà qualcosa. Non si vede Sorrentino, ma si sa già a questo punto che è tagliato fuori. Ecco l’iraniano Farhadi con Bérénice Bejo: possibile Palma d’oro per il suo Le passé, possibile premio come migliore attrice per lei. Qui in sala wifi molti giappponesi eccitati, a conferma che qualcosa finirà dalle loro parti per il film di Kore-eda. Ecco Léa Seydoux e l’altra attrice dal nome impossibile del film di Kéchiche, e qui tra i gornalisti scoppia l’applauso, ecco Kéchiche: qualcosa di grosso di sicuro hanno vinto, ma cosa? Lo sapremo tra poco. Sorpresa, entra il messicano Amat Escalante, vuol dire che con il suo Heli si porta a casa qualcoa. Son contento, anche perché son tra i pochi ad aver scritto bene del suo film (controllare per credere). Sale la Montée dee marches anche Alexandre Desplat, che, se ricordo bene, ha firmato le musiche di The Immigrant di James Gray. Già mezz’ora fa era entrato Mads Mikkelsen: consegnerà un premio a qualcuno, avendo visto l’anno scorso come migliore attore, o lo vincerà di nuovo per Michael Kohlhaas, anche questo stroncato da tutti (ma non da me)? Arrivano anche attori collaterali del film di Kéchiche:l’odore di Palma è sempre più forte. Se ho visto bene, ariva pure il regista dell’americano Fruitvale Station, presentato a Un certain regard. Che sia lui il vinctore della Caméra d’or assegnato a un regista alla sua opera prima? Film bello il suo, ma in my opinion non così memorabile. Intano qui cresce il tifo per La vie d’Adèle di Kéchiche e l sue due interprti e gravato da troppe intenzioni politically corect, a di quei iresistibili che piacciono a publico e stampa. I giapponesi qui in sala stampa wifi aumentano: va bene tutto, ma la Palma d’oro a Like Father, Like Son mi parebbe un attimo esagerata. Tra poco tutti gli enigmi veranno sciolti. Arrivano in sala stampa in massa anche i cinesi: premio a A touch of sin di Jia Zhang-ke?

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