Stasera in tv (merc. 12 giugno) ESSERE O NON ESSERE di Mel Brooks: confrontare con l’originale di Lubitsch adesso al cinema

Essere o non essere, Cielo, ore 23,10, mercoledì 12 giugno 2013.
To be or not to be (Vogliamo vivere!) di Ernst Lubitsch, al cinema.

Mel Brooks

Mel Brooks

Occasione di un ghiotto confronto conefilo, quello offerto stasera (non si sa quanto casualmente o quanto consapevolmente) da Iris, che manda in onda questo Essere non essere di Mel Brook del 1983, protagonisti lui e la moglie Anne Bancroft: film che altro non è che il remake fedelissimo – con solo marginali scostamenti – di To be or not to be – Vogliamo vivere!, capolavoroindiscubile della commedia girato nel 1942 da un Lubitsch al massimo del suo celebrato tocco e del suo cinema, un’incredibile scommessa (vinta) di divertire trattando un tema impossibile quale il nazismo. To be or not to be è uscito nei nostri cinema in versione restaurata e rimasterizzata due settimane fa nei cinema,distribuito dalla Teodora di Vieri Razzini, e sta avendo un buono e imnaspettato successo di pubblico, segno che per certe operazioni cinefili c’è spazio, c’è un mercato di nicchia che val la pena esplorare. La storia (in Lubitsch): una compagnia di attori di Varsavia – capitanati dalla coppia, nel lavoro e nella vita, composta da Josef e Maria Tura – si ritrova in miseria e senza lavoro dopo l’occupazione nazista della Polonia (di una parte di Polonia, l’altra viene invasa dai sovietici). Useranno le armi di cui sono capaci – il recitare, il travestimento, il fingersi qualcun altro – per neutralizzare l’intrigo di un professore collaboirazionista che sta per consegnare ai tedeschi la lista dei resistenti polacchi. Josef Tura si sostituirà a lui, in una commedia degli equivioci irresistibile e condotto da Lubitsch con perfezione ingegneristica. Mel Brooks riprende lo stesso canovacccio, anche se i cambia i nomi dei personaggi. Ma l’ambientazione resta la stessa, la Varsavia del 1939, e il plot anche. Si aggiunge un personaggio omosessuale, a sottolineare come anche i gay furono tra le vittime del nazismo, e si esplicitano certi riferimeti alla condizione ebraica che in Lubitsch erano rimasti criptati. Da vedere, l’uno e l’altro.

Lubitsch

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