Festival Mix 2013. Recensione. YOSSI: buona la prima parte, la seconda meno

471637_366933476671277_1762991811_oYossi, regia di Eytan Fox. Con Ohad Knoller, Oz Zehavi, Orly Silbersatz, Ola Schur, Lior Ashkenazi. Israele 2012.469141_365154923515799_255923231_o
Ad aprire il festival è stato Yossi, sequel di quell’Yossi & Jagger che, con la sua storia tra due soldati israeliani, molto fece parlare nei primi anni Duemila (tra l’altro, lo riproiettano oggi alla presenza del regista). Un giovane uomo, medico in un ospedale di Tel Aviv, cerca di sopravvivere alla solitudine e al vuoto. Finchè, ovvio, non arriva un amore nuovo a scuoterlo dal torpore. Una storia universale, molto buona nella prima parte, meno convincente invece nei suoi (poco verosimili) sviluppi. Il programma del Festival Mix. Il programma di oggi giovedì 20 giugno: CS_Mix13_20giu.

il regista Eytan Fox

il regista Eytan Fox

È stato un film israeliano a inaugurare ieri sera il 27 Festival Mix numero 27, la rassegna milanese dedicata ai gay movies da ogni parte del mondo. Scelta non casuale e assai pertinente, essendo Yossi il sequel dieci anni dopo del celeberrimo Yossi & Jagger, pietra miliare del cinema queer anni Duemila con la sua storia d’amore tra due soldati israeliani al fronte. Film che ovviamente sollevò polemiche e dibattiti in patria e fuori. Nel caso qulcuno volesse recuperare o rivedere questo piccolo classico, sappia che proprio oggi (giovedì 20 giugno) viene proiettato alle ore 18.00 al Festival Mix alla presenza del regista Eytan Fox, che è anche l’autore, ça va san dire, di questo Yossi. Che poi è il nome del suo protagonista, un ragazzone un po’ goffo di 34 anni anni di mestiere cardiologo in un ospedale di Tel Aviv. Un brav’uomo, dedito al suo lavoro e dalla vita solitaria, perennemente triste e quasi catatonico, come imploso, oppresso da un qualcosa che non tarderemo a scoprire. È che Yossi non si è mai ripreso dalla morte al fronte del suo compagno Jagger, dieci anni non gli sono bastati per elaborare il lutto, ogni scintilla vitale sembra essersigli spenta dentro, e non parlategli di amore, lui no, non ce la fa proprio a ricominciare dopo Jagger. Al massimo, si masturba stancamente davanti a un sito porno. Cercano di scuoterlo dal torpore prima una collega invano innamorata di lui, poi un collega puttaniere neodivorziato (è il grande Lior Ashkenazi, divo del cinema israeliano) che lo trascina in una notte brava con una prostituta (“Tu alla fine di questa serata avrai un pompino, a costo di fartelo io!” gli urla dietro). Ma niente. Yossi ci prova con un tizio ginnasticato e odioso contattato in chat, che al momento dell’incontro lo tratta sprezzantemente rinfacciandogli di aver caricato una foto di troppi anni prima per sembrare più carino (“Sei un disonesto, ecco. Ma visto che sei qui fammi un pompino che poi si va a dormire”). Questa prima parte del film, con la fatica di ricominciare, con la difficoltà di uscire da quel che è stato, è parecchio buona, una storia universale che va oltre lo specifico omosessuale e in cui molti possono riconoscersi. Momento picco, vero climax del film, la rivelazione da parte di Yossi agli sbigottiti genitori di Jagger di essere stato l’amante del loro figlio (con shock della madre, e ci si chiede se davvero Yossi abbia fatto la cosa giusta a dire, spiegare: ci sono momenti in cui la verità non rende liberi e felici, anzi può causare l’effetto contrario, ed è questo il caso. Temo che la retorica del coming out, così dominante nella cultura gay, abbia indotto il regista-sceneggiatore a scrivere questa questa scena: il paradosso è che a uscirne con le ossa rotte siano proprio il coming out e la sua mistica della trasparenza totale).
Purtroppo Yossi cade nella sua seconda parte, quella che è certo più positiva e consolante, più solare direbbero le sciampiste, ma anche infinitamente più banale. Il buon Yossi (l’attore, bravissimo, si chiama Ohad Knoller), mentre è in viaggio verso Eilat dà un passaggio a quattro giovani militari in licenza. E cosa succede? Bravi, avete capito. Uno dei soldatini, gay dichiarato e accettato, accteatissimo dai suoi commilitoni etero senza il minimo problema (sarà verosimile?), ridesterà in Yossi le spente passioni, e finirà che se ne andranno via insieme, verso un nuovo amore e una nuova vita. Ora, non è che non ci piacciano gli happy end, ci mancherebbe, è che qui tutto sa di posticcio, e la credibilità latita peggio di un capobastone di Cosa nostra. A fare la corte a Yossi, che è certo un brav’uomo ma non un monumento al sex appeal, è il soldatino, faccia e corpo da fotomodello prestati casualmente a Tsahal, l’esercito israeliano. E il nostro cardiologo fa pure il difficile, nicchia, ci sta e non ci sta, e quello a insistere, a placcarlo. Francamente incredibile. Ma quando mai? D’accordo che il cinema mica deve riflettere la realtà, anzi il cinema è anche negazione del reale e sogno, ma qui siamo nel dominio dell’assurdo. Così finta, questa parte, da rischiare di affondare tutto il film e far dimenticare il molto di buono che pure c’è. Eytan Fox è comunque regista che ci sa fare e gira in gran scioltezza, scolpendo un personaggio cui è impossibile non affezionarsi. Interessanti certe annotazioni marginali, vere finestre aperte sulle realtà israeliana: Eilat, divertimentificio un po’ Rimini-Ibiza-Las Vegas, meta di ogni svago e sballo; il Sinai come luogo temuto e pericoloso (“Yossi, non andarci, lì può succedere di tutto”, e difatti ci son traffici di ogni tipo, e pure infiltrazioni qaediste). Ancora: la musica pop, anche la più spudoratamente canzonettara, di cui Eytan Fox ci dà gustosi esempi (quella ‘nuova musica mediorientale’ che i ragazzacci ascoltano in macchina). D’altra parte, in suo precedente e notevole film del 2006, Camminando sull’acqua, ci aveva fatto ascoltare addirittura quei totem del kitsch canoro che sono Non ho l’età di Gigliola Cinquetti e Cinderella Rockefella di Esther e Abi Ofarim. Perché non gira un musical?

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2 risposte a Festival Mix 2013. Recensione. YOSSI: buona la prima parte, la seconda meno

  1. alessandro scrive:

    manca il consueto voto numerico…

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