Anche il paesaggio ha il suo Film Festival: dal 2 luglio a Como l’LCFF (Lake Como Film Festival)

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'Tempo massimo' di Mario Mattoli con Vittorio De Sica, anno 1934. Il film, ambientato sul lago di Como, apre il festival domani sera 2 luglio a Villa Carlotta di Tremezzo.

‘Tempo massimo’ di Mario Mattoli con Vittorio De Sica, anno 1934. Il film, ambientato sul lago di Como, apre il festival domani sera 2 luglio a Villa Carlotta di Tremezzo.

Lake Como Film Festival, e non Lago di Como Film Festival: perché ormai Como Lake è un brand di impatto internazionale da quando George Clooney ha scelto come suo buen retiro l’ormai leggendaria Villa Oleandra a Laglio. Così si chiama il nuovo cinefestival che da domani 2 luglio apre a Como la sua prima edizione, si spera con folta ed entusiastica partecipazione. Le premesse della buona riuscita ci sono, poiché per distinguersi dagli infiniti film festival disseminati in Italia e nel mondo, l’LCFF si è dato come mission quella di esplorare, presentare, valorizzare il cinema del paesaggio, il cinema in cui il paesaggio non è un puro sfondo, un contesto, ma elemento costitutivo della narrazione o la stessa materia narrata. Un co-protagonista. Felice idea, giustamente nata in una città al centro di uno dei paesaggi classici italiani e partorita da un pugno di appassionati cinefili che fanno capo al coordinatore artistico della manifestazione Alberto Cano.
Si parte domani, si diceva, 2 luglio, si finisce il 28. Plurime le location coinvolte, tra cui cito solo la gloriosa Villa Carlotta di Tremezzo e la piazza della teleferica di Brunate (la mappa completa la trovate qui). Quattro le sezioni, Classici Film, Panoramiche Film, Panoramiche Doc, Periferiche. Il programma completo lo trovate sul sito del festival alla voce pdf programma. Diciamo intanto che c’è parecchia roba interessante, da scoprire, vedere e magari rivedere.
Si apre dunque domani, martedì 2 luglio, alle 21,30 a Villa Carlotta con una rarità vera, Tempo massimo di Mario Mattoli, anno 1934, et pour cause, giacché il film è girato in buona parte proprio sul Lago di Como (in quegli anni autarchici non certo Como Lake). Un giovane professore si vede piovere dal cielo tramite paracadute una ragazza. Sarà l’inizio di una storia travagliata, ma dall’inevitabile lieto fine. Lui è un giovane Vittorio De Sica di inarrivabile classe (chi mai oggi gli somiglia?), lei è Milly, diva dei telefoni bianchi che vent’anni dopo sarebbe stata reinventata cantante brechtiana da Strehler. Ma tra i classici ritroveremo anche Aguirre furore di Dio di Werner Herzog (per l’appena scomparso guru della critica americana Roger Ebert il più bel film di sempre), il meraviglioso I giorni del cielo di Terrence Malick e Zabriskie Point di Antonioni, con quell’indimenticabile, esaplosivo finalone al suono dei Pink Floyd.
Panoramiche Film presenta invece un pugno di ottimi titoli pescati dalla produzione recente. Tra il malickiano To The Wonder, il piccolo capolavoro Take Shelter di Jeff Nichols e altro ancora, spunta anche Wuthering Heights, la versione barbara e tostissima di Cime tempestose realizzata dalla britannica Andrea Arnold, presentata due anni fa a Venezia e vergognosamente mai distribuita in Italia. Un film sensazionale, immerso in una brughiera fangosa e cattiva da brividi: merita già da solo una gita a Como.
Il documentario e ciò che vi si avvicina (ormai i confini tra i generi e i linguaggi cinematografici si fanno sempre più labili) stanno invece nella sezione Panoramiche Doc. Anche qui parecchie cose di massimo interesse. Da non perdere è Materia oscura, presentato all’ultima Berlinale, doc su un’area del sud-ovest sardo usata per decenni come poligono di esercitazione per l’esercito italiano e forze alleate Nato, realizzato però secondo i codici linguistici della videoart. Non solo un film di denuncia, anche (soprattutto) un’opera visuale sorprendente e a tratti magnifica. Chissà perché collocato in questa sezione il bellissimo Su Re, ennesimo ma tutt’altro che déjà vu film sulla Passione di Cristo girato in una Sardegna aspra e selvaggia da Giovanni Columbu, presentato al Torino Film Festival e uscitone purtroppo senza premi. Anche questo segnatevelo in agenda. Assai curioso Viva las Antipodas! del russo Victor Kossakovsky, esplorazione di come si vive in alcune parti del mondo e nei punti ai loro esatti antipodi nell’altro emisfero. Non aggiungo altro, se non che nella sezione Periferiche ritroverete anche il bell’Acciaio di Stefano Mordini, uno dei migliori film italiani del 2012 passato immeritatamente inosservato, e Slow Food Story, vita, ascesa e magnifiche opere di Carlin Petrini da Bra, inventore di quella genialata ormai transnazionale e impero globale che si chiama Slow Food. Buone visioni lacustri.

Wutrherinh Heights, la versione di Cime tempestose di Andrea Arnold. Nella sezione Panoramiche Film.

Wuthering Heights, il Cime tempestose di Andrea Arnold. Nella sezione Panoramiche Film.

 

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