Film stasera sulle tv gratuite: SUCKER PUNCH di Zack Snyder (martedì 2 luglio 2013). Prima tv

Sucker Punch, Italia 1, ore 23,15. Prima tv.
SSSIl film più ambizioso, folle, sregolato, temerario di Zack Snyder, il signor regista di film come 360 e Watchmen e dell’attuale, bellissimo, L’uomo d’acciaio (non date ascolto a chi vi dice che è una bufala). Un autore a tutti gli effetti – per la personale visione di cinema, per l’ansia e la voluttà di sperimentazione soprattutto figurativa – che in questo progetto si è buttato mettendoci e rischiandoci la faccia, e anche i soldi. Film coltivato per anni e poi emerso nei cinema neanche due anni fa, purtroppo non con l’esito sperato. Un flop di lusso, di quei fallimenti molto interessanti, più interessanti di certi successi ammodino che niente osano. Qui si osa molto, invece, e il risultato – magari discutibile – è qualcosa di magnificenza visiva assoluta, anche di sfrenato barocchismo e baracconismo, una miscellanea e un mélange tra generi, universi, culture, subculture, stili. Difficile da raccontare, ma insomma proviamoci. Siamo nell’America assai perbene degli anni Cinquanta, quella in cui le ragioni sociali e di decoro piccoloborghese prevalgono sull’individuo fino a stritolarlo (vedi Secondo amore di Douglas Sirk). Una ragazza (chiamata Babydoll, e già questo) viene ingiustamente accusata dal patrigno carogna di un delitto in realtà commesso da lui, e dunque internata in manicomio e avviata alla lobotomizzazione: sì, esattamente come Elizabeth Taylor nell’immortale Improvvisamente l’estate scorsa. Conoscerà altre internate, e disgraziate come lei, con cui progetterà una fuga prima che l’intervento la riduca a un vegetale. Ma a questo piano per così dire di realtà, se ne aggiunge un altro fantastico, e perfino delirante, fino a comporre un film multistrato in cui le dimensioni si confondono. Babydoll si ritrova (sogna di essere?) ospite-reclusa di un bordello, tarasparente trasposizione del manicomio, dell’istituzione totale per dirla alla Goffman, in cui è prigioniera. Finchè, scagliata in un Giappone arcaico, un sapiente le suggerirà come fuggire e salvarsi. Da vittima Babydoll diventa ragazza combattente, neoamazzone (ogni allusione a Kill Bill credo sia intenzionale), creatura dai magnifici poteri collocata tra il super eroico, il manga, l’extravaganza orientaleggiante. Signori, un delirio, e però con momenti che non si dimenticano. Uno di quei film sballati che bisogna vedere. Punto. Con Emily Browning, Abbie Cornish e la disneyana Vanessa Hudgens (che qui fa le prove generali di Spring Breakers).

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