Film stasera sulle tv gratuite: MONSIEUR VERDOUX (sabato 13 luglio 2013)

Monsieur Verdoux di Charlie Chaplin, Rai Movie, ore 19,00.
Annex-Chaplin-Charlie-Monsieur-Verdoux_05Ammetto di non essere un fanatico cultore ed estimatore di Charlie Chaplin, è un cinema, il suo, che stento ad apprezzare e non sento affine. Questione, quasi genetica, di gusto, di passione o non passione. Posso ammirarlo, però farlo mio questo no, non ci riesco. Ho sempre l’impressione, di fronte ai suoi lavori, di un che di artificioso, di posticcio. Mi pare che Chaplin rimanga anche nei suoi film più tardi (questo compreso), l’eterno Charlot del muto, che continui a rifare se stesso e il suo cinema del passato, privilegiando – sempre – i movimenti e i linguaggi del corpo rispetto alla parola e al sonoro, bistrandosi gli occhi e trasformando il volto in una maschera come nelle lontane comiche, immergendo le sue storie e i personaggi in ambienti visibilmente finti, ricostruiti in studio. Questo anche quando il cinema, ad esempio con il neorealismo, apriva le porte dei teatri di posa e scendeva, letteralmente, per strada. Poi non posso non inchinarmi di fronte a cose come Tempi moderni o al geniale Il grande dittatore, dove Chaplin mostra di capire di Hitler e del nazismo più di mille politici e politologi del suo tempo. Eppure il suo stile continua a tenermi distante. Questo cattivissimo, disincantato, cupissimo, non conciliante Monsieur Verdoux è del 1947, di un Chaplin che si trova travolto dalla tempesta in America, pressato per le sue simpatie social-comuniste e anche per certe sue storie private. Ed è allora che produce questa darkissima comedy-drama con protagonista un disoccupato che, non sapendo come mantenere la famiglia, dà la caccia a ricche e mature signore da sedurre e uccidere, onde poi incamerare le loro cospicue proprietà. Vicenda ovviamente ispirata a quella del serial killer francese Landru, che però Chaplin piega a apologo più social-politico che morale. Durante il processo Verdoux afferma, riferendosi ai recenti attacchi nucleari, “un omicidio è delinquenza, un milione è eroismo. Il numero legalizza”. Come dire: che criminale sarei io al confronto dello stato? Che è una morale che da allora ha fatto molta strada. Autoassolversi con la scusa che lo Stato è peggiore di noi è diventata oggi pratica di massa. Spiace dirlo, ma Chaplin è stato (in questo) un cattivo maestro.

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