François Ozon è grande davvero (e la sua retrospettiva a Milano lo conferma)

François Ozon

François Ozon

'Gocce d'acqua su pietre roventi', uno dei film della rassegna 'Il cinema di Ozon'. A Milano al cinema Oberdan.

‘Gocce d’acqua su pietre roventi’, uno dei film della rassegna ‘Il cinema di Ozon’. A Milano al cinema Oberdan.

Sono anni che amo François Ozon e il suo cinema, e continuo a chiedermi come mai nessun festival di primissima fascia l’abbia finora premiato come merita (sì, mi pare che Ricky qualcosa a un Berlinale l’abbia avuto, ma non l’Orso d’oro). Eppure è tra gli autori oggi massimi, non ce n’è, anche di eclettismo sfrenato, capace di attraversare generi e modi, sempre però restando fermamente Ozon. A 46 anni ha alle spalle la bellezza di quattordici film (contando l’ultimo presentato lo scorso maggio a Cannes, Jeune & Jolie), per non parlare dei corti, una produttività che ricorda quella di Woody Allen o Fassbinder, regista cui per più di un motivo assomiglia e del quale è tra i pochi a potersi dire possibile erede. C’è in comune tra i due l’attenzione a vite marginali, ostacolate e fuori rango e non riducibili alla medietà, la propensione a fare della differenza o dell’eccezione esistenziale il nucleo delle proprie narrazioni. C’è l’uso della forma-melodramma e la presenza massiccia di personaggi e pratiche omosessuali. Ma ci sono anche enormi differenze, ovvio: la maggiore è che ciò che in Fassbinder era estremo e tellurico e naturalmenbte sovversivo in Ozon si acquieta in una diversità per così dire normalizzata, almeno in superficie. La grandezza vera di Ozon la sta confermando la retrospettiva in corso all’Oberdan-Cineteca di Milano fino al 4 agosto, dodici titoli – cioè quasi tutti (mancano Jeune & Jolie e Cinque per due) – più il corto che lo fece conoscere, Une robe d’été. Tra ieri e oggi mi son visto per la prima volta Il tempo che resta e Il rifugio, entrambi assai belli, semplici nella struttura e lineari, salvo svelare man mano aperture su intrecci e profondità inaspettati, con scarti e scostamenti che ti sorprendono. Sperando di vedere anche altri film di Ozon che finora mi sono sfuggiti, dico solo che è il caso, per chi sta a Milano e dintorni e non è ancora in vacanza e ha voglia di passare un po’ di tempo al cinema, di non lasciarsela sfuggire questa rassegna. Che poi, alla fine, se ne riparla.

in questo blog anche:
Musica da ‘Gocce d’acqua su pietre roventi’ di Ozon/1: TRÄUME di Françoise Hardy
Musica da ‘Gocce d’acqua su pietre roventi’ di Ozon/2: TANZE SAMBA MIT MIR

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