Film stasera (tardi) sulle tv gratuite: MONDO CANE di Jacopetti (venerdì 26 luglio 2013)

Mondo cane, Rete 4, ore 1,55.

gualtiero jacopetti

gualtiero jacopetti

Andare di videorecorder e ogni altro marchingegno atto a rivedere in differita. Perché questo è film imperdibile, uno dei più scandalosi, brutali e meno privi di scrupoli della storia del cinema, e non si esagera. Oggi sarebbe impensabile ma allora, era il 1961, con un cinema italiano ancora potente e gran colonizzatore dell’immaginario nazionale, e con la categoria del politically correct (e l’animalismo) ancora tutta da inventare, si poteva anche concepire e poi realizzare un film così. Qualcosa che è un doc ma non lo è (mockumentary? shockumentary?), essendo in odore e in forte sospetto di taroccamento, qualcosa che dichiarando di registrare e mostrare oggettivamente gli orrori e le bassezze del mondo in realtà solleticava il voyeurismo e il sadismo ed altre eventuali perversioni latenti nello spettatore. Cinema laido, rozzo, che punta dritto alle viscere. Che corteggia la morte e la getta in pasto alla tricoteuses globali ansiose di godersi lo spettacolo, in una sorta di prefigurazione di massa degli snuff-movie. Demoniaco, però di un estremismo e un radicalismo che lo rendono a suo modo film evento, film spartiacque. Insieme a Paolo Cavara e Franco Prosperi il giornalista, dandy (e altro ancora) Gualtiero Jacopetti, re della scena mondana romana, ha l’idea di andare per il mondo con una troupe a raccogliere le scene più atroci. Maltrattamenti e torture di animali, e i cani hanno un ruolo di primo piani, tra combattimenti clandestini mortali, ristoranti orientali che li cucinano e, estremo opposto, cimiteri californiani dove ai cani defunti si riservano onori e funerali da star. Poi, popolazioni selvagge o presunte tali, riprese nei loro riti cruenti di guerra e di iniziazione, tra ferite e mutilazioni date e autoinferte, tavole imbandite con i cibi più repellenti, e poi fucilazioni di condannati a morte e altro sangue ancora. Il film ebbe un incredibile successo in Italia e nel resto del mondo, e diede inizio a un filone che, di degenerazione in degenerazione, sarebbe continuato fino agli anni Settanta. Anche se l’esempio più alto e interessante del genere sarà un altro Jacopetti-movie, Africa addio, sulle disastrose conseguenze, mattanze comprese, della decolonizzazione, a suggerire capziosamente che Bianco è meglio e che abbandonando l’Africa agli africani gli occidentali hanno lasciato un vuoto subito riempito dalla violenza e dai regolamenti di conti tribali. Tesi ovviamente tacciata di razzismo, e che Jacopetti declina e mostra parossisticamente spingendo l’acceleratore sugli aspetti più sordidi, e anche alterando la realtà. Però Africa addio e Mondo Cane una loro statura ce l’hanno, molto meglio degli infiniti Mondo movies che li seguiranno (e il Mondo Trasho di John wares con Divine credo proprio sia una citazione e un omaggio). More di Riz Ortolani, canzone guida di Mondo Cane, divenne un pezzo adottato dalle migliori voci del mondo. Guardarlo, questo film, se se ne ha il coraggio. Io ci ho provato un po’ di tempo fa, ma non ho resistito fino alla fine. Però di Jacopetti, scomparso l’agosto del 2011, ha fatto una leggenda.

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