Recensioni dei tre film finalisti del PREMIO LUX: ‘The Broken Circle..’, ‘The Selfish Giant’, ‘Miele’

il belga 'The Bropken Circle Breakdown' di Felix van Groeningen

il belga ‘The Broken Circle Breakdown’ di Felix Van Groeningen

l'italiano 'Miele' di Valeria Golino

l’italiano ‘Miele’ di Valeria Golino

l'inglese 'The Selfish Giant' di Clio Bernard

l’inglese ‘The Selfish Giant’ di Clio Bernard

Il Lux è un premio che il parlamento europeo assegna ogni anno (la prima volta è stata nel 2007) a un film di produzione europea. Al vincitore viene assocurato la circolazione in tutti i paesi dell’unione e un assegno di 87mila euro per copie sottotitolate nelle 23 lingue. Un comitato di 17 esperti del settore cinema sceglie una short list di dieci titoli, sucessivamente ridotti a tre finalisti. A votare il vincitore sono poi tutti i parlamentari europei. Naturalmente lo scopo è quello, un filo ufficial-istituzionale e a rischio retorica, di segnalare film di particolari valori culturali e sociali, ecc. ecc. Però bisogna dire che l’albo dei premiati allinea finora titoli niente male, a partire da Ai confini del paradiso, gran melodramma di Fatih Aklin, primo Lux Prize nel 2007. Sono seguiti Il matrimonio di Lorna, Welcome, Die Fremde, Le nevi del Kilimangiaro e, l’anno scorso, l’italiano Io sono Li di Andrea Segre. Tutti film degni, qualcuno anche importante; scorrendo la lista si nota una certa predilezione da parte dei votanti per produzioni di impegno sociale a scapito magari di valori più strettamente filmici e formali, ma, vista la natura del riconoscimento, si può anche capire.
Settimana scorsa, contestualmente alla presentazione del programma veneziano delle Giornate degli autori/Venice Days, sono stati comunicati i tre finalisti del Lux 2013. C’è ancora un film italiano, Miele, il bell’esordio di Valeria Golino da regista (nella short list era presente anche La grande bellezza di Paolo Sorrentino), accanto al belga The Broken Circle Breakdown, visto lo scorso febbraio alla Berlinale nella sezione Panorama dove ha vinto a mani basse il premio assegnato dal pubblico, e al durissimo The Selfish Giant dell’inglese Clio Bernard, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes (uscendone con un riconoscimento importante) e poi a Milano a ‘Cannes e dintorni’. Visto che l’Italia il Lux se lo è portato a  casa l’anno scorso, mi pare difficile che possa ripetere il colpo stavolta. A occhio, direi che il favorito è il belga, un film di forte impatto cui è difficile resistere (ricordo a Berlino i dieci minuti e passa di applausi del pubblico alla proiezione). Da rimarcare che su tre registi due sono donne.
Ripropongo le mie recensioni dei tre film finalisti del Lux Prize 2013:
Miele di Valeria Golino
The Broken Circle Breakdown di Felix Van Groeningen
The Selfish Giant di Clio Barnard

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