Locarno Festival 2013: PARDO D’ORO a Serra. TUTTI I PREMI (e un commento su vincitori e vinti)

'Historia de la meva mort' di Albert Serra, Pardo d'oro

‘Historia de la meva mort’ di Albert Serra, Pardo d’oro

I PREMI DEL FESTIVAL DI LOCARNO 2013
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CONCORSO INTERNAZIONALE

Pardo d’oro
Historia de la meva mort di Albert Serra, Spagna/Francia

Premio speciale della giuria
E Agora? Lembra-me di Joaquim Pinto, Portogallo

Premio per la miglior regia
Hong Sangsoo per U Ri Sunhi (Our Sunhi), Corea del Sud

Premio per la miglior interpretazione femminile
Brie Larson per  Short Term 12 di Destin Cretton, Stati Uniti

Premio per la miglior interpretazione maschile
Fernando Bacilio per El Mudo (Il muto) di Daniel e Diego Veda, Perù/Francia/Messico

Menzioni speciali
Short Term 12 di Destin Cretton
Tableau noir di Yves Yersin

Commento. Suvvia, è andata abbastanza bene. Se confrontato a quelli del 2012 e del 2011, il Palmarès maggiore di questo Locarno è abbastanza equilibrato. Per carità, si potrà discutere o dissentire su questo o quel titolo (e un po’ dissento), ma non c’è da gridare allo scandalo. Il Pardo d’oro va a Historia de la meva mort (Storia della mia morte) del catalano Albert Serra, gran talento in cerca di consacrazione, e consacrazione è stata. Film da ammirare, cui però è difficile voler bene, così programmaticamente alto da sfiorare la spocchia autoriale: avrei preferito Julio Bressane, Joaquim Pinto o Hong Sangsoo. Il primo con il suo Educaçao sentimental non si becca niente, ed è un’ingiustizia, almeno alla protagonista potevano dare il premio come migliore attrice. Il secondo con E Agora? Lembra-me (il mio preferito insieme a Mouret: vedi la mia classifica) non lo pronosticava nessuno tra i vincitori, invece se ne va a casa con il premio speciale della giuria, e ogni tanto a questo mondo e in qualche festival c’è un po’ di giustizia. Al terzo va il premio per la miglior regia, però sarebbe il caso prima o poi di dargli qualcosa di più consistente, o no? Forse si è un po’ esagerato con due riconoscimenti, anche se non dei maggiori, a Short Term 12, che comunque non è niente male, si lascia guardare e piacerà immensamente al pubblico con le sue storie deamicisiane riverniciate di fresco in stile cinema indie-americano. Quanto alla menzione allo svizzero Tableau noir, la si poteva tranquillamente evitare. Lo sconfitto vero è Julio Bressane. D’accordo che è della classe 1946 e che bisogna dare spazio alle generazioni successive (Serra ha 38 anni), ma un simile trattamento da prematuro ricovero nella baggina dei cineasti non se lo merita. Mi aspettavo almeno una menzioncina per Tonnerre o il premio per il migliore attore al suo protagonista, e qualcosa per i due giapponesi, invece zero. Ma nessun palmarès è perfetto.

CONCORSO ‘CINEASTI DEL PRESENTE’

Pardo d’oro Cineasti del presente – Premio George Foundation
Manakamana di Stephanie Spray e Paco Velez, Nepal/Stati Uniti

Premio per il miglior regista emergente
Costa da Morte di Lois Patiño, Spagna

Premio speciale della giuria Cine+ Cineasti del presente
Mouton di Gilles Deroo e Marianne Pistone, Francia

Menzione speciale
Sai nam tid shoer (By the River) di Nontawat Numbenchapol, Tailandia

Commento. A Cineasti del presente si è vista una quantità di film di straordinario interesse (ecco la mia classifica). Era difficile per qualunque giuria scegliere tra tanto buona roba, ed era inevitabile che nel palmarès non rientrassero tutti i film che avrebbero meritato qualcosa. Sacrosanto il massimo premio a Manakamana, vera rivelazione di Locarno 66, giusto anche quello a Mouton, un film di plumbee atmosfere genere primo Bruno Dumont e dalla struttura narrativa sofisticata e innovativa. Sopravvalutato Costa da Morte, doc su un pezzo della Galizia spagnola, bellissimo per cinquanta minuti, poi ridondante e ripetitivo. Ero sicuro che il tailandese By the River qualcosa si sarebbe portato a casa, con il suo monito ecologista politicamente correttissimo, cosa che con le giurie funziona sempre (però è anche girato assai elegantemente in modi contemplativi e un filo visionari che ricordano Apichatpong Weerasethakul). Restano fuori, ed è un peccato, The Dirties, l’azero Chameleon, il cinese Distant.

OPERA PRIMA

Pardo per la migliore opera prima
Mouton di Gilles Deroo e Marianne Pistone, Francia

Menzione speciale
Manakamana di Stephanie Spray e Paco Velez, Nepal/Stati Uniti

PRIX DU PUBLIC UBS (assegnato al film proiettato in Piazza Grande più votato dal pubblico)
Gabrielle di Louise Archambault, Canada

Commento. Tra i film dati in Piazza Grande il pubblico ha fatto vincere il québecois Gabrielle, sull’amore, ovviamente contrastato, tra due disabili psichici. Un po’ troppo ricattatorio e di buoni sentimenti per i miei gusti, ma di sicura presa sulla platee. Potrebbe fare parecchia strada dopo Locarno.

VARIETY PIAZZA GRANDE AWARD (assegnato dalla rivista Variety a uno dei film di Piazza Grande)
2 Guns di Baltasar Kormakur, Stati Uniti

PARDI DI DOMANI (la sezione dedicata ai coti)

Concorso internazionale
Pardino d’oro per il miglior cortometraggio internazionale – Premio SRG SSR
LA STRADA DI RAFFAEL di Alessandro Falco, Italia/Spagna
Pardino d’argento Swiss Life per il Concorso internazionale
ZIMA di Cristina Picchi, Russia
Nomination di Locarno agli European Film Awards – Premio Pianifica
ZIMA di Cristina Picchi, Russia
Premio Film und Video Untertitelung
TADPOLES di Ivan Tan, Singapore
Menzione speciale
ENDORPHIN di Reza Gamini, Iran

Concorso nazionale
Pardino d’oro per il miglior cortometraggio svizzero
‘A IUCATA di Michele Pennetta, Svizzera
Pardino d’argento Swiss Life per il Concorso nazionale
VIGIA di Marcel Barelli, Svizzera/Francia
Premio Action Light per la miglior speranza svizzera
LA FILLE AUX FEUILLES di Marina Rosset, Svizzera

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