Katharina Miroslawa sarà a Venezia in un film delle Giornate degli Autori. Dal delitto Mazza a Simone Weil, ed è già cult

Katharina Miroslawa, 51 anni, nel film 'Venezia salva' di Serena Nono. In programma alle Giornate degli Autori a Venezia.

Katharina Miroslawa, 51 anni, nel film ‘Venezia salva’ di Serena Nono. In programma alle Giornate degli Autori a Venezia.

Pensavo che il massimo cult dell’imminente Mostra del Cinema di Venezia – inizio il 28 agosto – fosse la presenza di Maria Rosaria Omaggio nel biopic Walesa, l’uomo della speranza di Andrzej Wajda, non proprio l’ultimo tra i registi (un grazie a Giangi che me l’aveva prontamente segnalato). Mi sbagliavo. Non avevo ancora scorso con attenzione il programma delle Giornate degli Autori, o Venice Days, rassegna collaterale di consolidata fama nel panorama del cinema più impegnato. Bene, guardando e studiando la line-up mi imbatto in Venezia salva, film di Serena Nono che verrà dato alle Giornate tra gli Eventi speciali (la pagina del film, dove trovare tutte le informazioni, compresi luoghi e date delle proiezioni per il pubblico). Ed ecco che nel cast vedo comparire, associato al ruolo di una cortigiana, anche il nome di Katharina Miroslawa. Miroslawa? Sì, la ballerina polacca di night condannata per l’omicidio dell’uomo cui era legata, l’industriale di Parma Carlo Mazza. Delitto che avvenne nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986 e che fu uno dei casi di cronaca giudiziaria più clamorosi di quel decennio. Secondo l’accusa Katharina, come le dark lady di tanti film noir, aveva commissionato il delitto al marito Witold Kielbasinski per intascare una doppia assicurazione stipulata da Mazza (e sembra davvero Double Indemnity di Billy Wilder). Lei, nonostante la condanna quale mandante dell’omicidio, si è sempre proclamata innocente, prima, durante e dopo il carcere. Perché, dettaglio importante, Katharina ha riguadagnato la libertà lo scorso giugno dopo aver scontato la sua pena. Ora, quando ho visto il suo nome nel cast di Venezia salva, ho pensato a un caso di omonimia. Non mi ci è voluto molto invece per trovare la conferma: è proprio lei. A un giornalista che le chiedeva cosa avrebbe fatto dopo la scarcerazione, ha difatti risposto, testuale: «Vado a Vienna, ma il mio non sarà un addio all’Italia. Conto di tornare per la presentazione del film in cui ho recitato lo scorso anno, Venezia salva, di Serena Nono». Duunque, dubbi non ce ne sono più. Non resta che aspettare la proiezione del film alle Giornate degli Autori per vederla sullo schermo, e chissà se, tenendo fede alla sua promessa, sarà presente con la regista e il resto del cast. Certo si tratta di una esemplare parabola di redenzione, quella di KM. Venezia salva è film autoriale che più non si può, tratto nientemeno che da una tragedia sul tentato sacco del 1618 di Venezia scritta da Simone Weil, una delle menti più alte del Novecento. E la regista Serena Nono è di gran lignaggio, figlia del compositore Luigi e nipote nientemeno di Arnold Schönberg (di cui Luigi sposò la figlia Nuria), lei stessa artista visuale qui al suo primo lungometraggio. Ma la rete delle parentele illustri non finisce qui. Serena Nono è sorella di Silvia, ex moglie di Nanni Moretti. Dunque, per Katharina Miroslawa, quella che fu chiamata mantide, dark lady e quant’altro, questo Venezia salva è davvero il segno del riscatto e della rinascita.

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