Venezia Festival 2013: ma il vero Leone va ai cinegiornali Luce

Cinegiornale Luce 1963 sul Festival

Cinegiornale Luce 1963 sul Festival

Gli applausi più convinti di questo festival sono andati (e continuano ad andare) ai cinegiornali Luce sulle vecchie edizioni della Mostra. Proiettati prima dei film in concorso e di Orizzonti, sono una meraviglia in bianco e nero, un viaggio nei festival remoti, quelli compresi tra la fondazione e i tardi anni Sessanta. Con i commenti assai scritti, e talvolta di greve ironia, dei cinegiornali di quell’epoca. Il resto lo fa il ben noto effetto nostalgia. Ma come si fa a resistere quando vedi edizioni con vincitori come Rossellini, Monicelli, Antonioni, René Clément, Tarkovsky? (e giustamente quando si vede il Leone dato a L’infanzia di Ivan s’è levato dalla platea il grido “Arridatece Tarkovsky!”). E Visconti al tempo di Rocco e i suoi fratelli, Monica Vitti regina dell’incomunicabilità, Anna Magnani, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Burt Lancaster, Orson Welles, Akira Kurosawa e Toshiro Mifune, Dino De Laurentiis e Silvana Mangano, e non si finirebbe più. Stamattina, nel Luce dedicato all’anno della contestazione – Leone al tedesco Artisti sotto la tende del circo: perplessi di Kluge -, si è intravisto anche Carmelo Bene (non citato dal commento, peraltro). Scusate, ma ogni volta sono sospiri e rimpianti e ah com’era bello il festival di una volta. Applausi. In attesa alla successiva proiezione di scoprire un’altra puntata dela saga Luce-Venezia. I fischi si son sentiti solo per il primo cinegiornale festivaliero, quello con il conte Volpi di Misurata, geniale fondatore del festival, con gli ospiti tedeschi svasticati. Ma anche questo, signori, fa parte della storia della mostra. Un anno, adesso non ricordo quale, non si assegnò il leone per inadeguatezza dei film concorrenti. Qualcuno malignamente suggerisce di replicare quest’anno.

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