Perché ’12 Years a Slave’ di Steve McQueen non era a Venezia? Barbera smentisce quanto riportato dalla stampa. La replica del regista

Il film della discordia: '12 Years a Slave' di Steve McQueen.

Il film della discordia: ’12 Years a Slave’ di Steve McQueen.

72d1048156980175d061e3f86fd8b3e1La discussa vicenda del mancato arrivo a Venezia dell’attesissimo film di Steve McQueen 12 Years a Slave continua a tenere banco sui media internazionali. E intanto il film, presentato prima al Telluride Festival e subito dopo a Toronto, ha raccolto recensioni entusiastiche, tant’è che già si parla di Oscar. Certo che, quando son apparse sul sito di Le Monde le dichiarazioni di Albero Barbera, siamo rimasti tutti sbalorditi. Parole forti, che anch’io ho poi riportato su questo blog citando, come s’ha da fare, la fonte. Rieccole: “Prendiamo il caso Steve McQueen. Non sono riuscito a convincere i produttori del suo nuovo film, 12 Years a Slave, della necessità di una promozione internazionale. Mi han detto che per loro erano importanti Toronto e il mercato americano e che, in ogni caso, il film era già stato prevenduto in tutto il mondo”. E poi: “I produttori americani di 20 Years a Slave hanno anche aggiunto che il distributore italiano si sarebbe dovuto far carico di tutta la squadra di Steve McQueen – 50 persone! – che avrebbe accompagnato il film. Troppo, soprattutto per un piccolo mercato come il nostro”.
Adesso arriva la decisa smentita di Alberto Barbera, riportata da The Hollywood Reporter in un pezzo dal titolo Perché ’12 Years a Slave’ non era a Venezia. Ecco quanto dice Barbera: “Sui media europei sono apparse dichiarazioni imprecise a me attribuite riguardo al film 12 Years a Slave. Per chiarire le cose: siamo delusi di non essere riusciti a portare a Venezia un film così potente, ma accennare al fatto che ciò fosse dovuto a costi per le dimensioni delle delegazione del film è completamente sbagliato”.
Quanto al regista Steve McQueen (che, ricordiamolo, molto deve a Venezia che due anni fa lo ha consacrato con Shame), all’Hollywod Reporter ha detto: “Visto che 12 Years a Slave è una storia americana, la mia intenzione è sempre stata quella di tenere la prima mondiale in Nord America. Siamo felici di essere stati al festival di Telluride e a quello di Toronto, e già pensiamo alla nostra prima europea il mese prossimo al London Film Festival”.

 

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