Recensione. RIDDICK, uno sci-fi/action povero di mezzi, ma non così malvagio. E il monumentale Vin Diesel stravince

Riddick, regia di David Twohy. Con Vin Diesel, Jordi Mollà, Karl Urban, Katee Sackhoff, Dave Bautista, Nolan Gerard Funk, Bokeem Woodbine, Raoul Trujillo, Neil Napier.Riddick
Terzo episodio della saga (cominciata una decina di anni fa) del criminale delle galassie Riddick, stavolta finito su un pianeta assai inospitale abitato da mostri. Arrivano a dargli la caccia dei bounty killer e un uomo con un conto in sospeso. Indovinate chi vincerà. Uno sci-fa/action di non ricchissimo budget, e si vede. Ne vien fuori un racconto per necessità compatto e claustrofobico di uomini, mostri e uomini-mostro alquanto rozzo, ma svelto ed efficace. Vin Diesel sempre più monumentale. Voto 6riddick09
Mai visto le puntate precedenti, per cui questo terzo episodio della saga Riddick è ai vergini occhi mei il primo. Non l’ho mica trovato così male, sarà che ho sempre avuto in gran simpatia il trucido, ma con quche smania aspirazionale (girò anche con Sidney Lumet), Vin Diesel, uno che mi è sempre parso una spanna più su della media dell’action-eroismo. Riddick ha una sua oscura carica fascinatoria, spesso immerso com’è in una buia caligine da cui emergono schifose creature mostruose dentate (il prototipo resta sempre quello di Alien, signori sarà anche ora di inventare qualcosa di nuovo). Un pugno solo di personaggi oltre al protagonista, che così si risparmia sulle spese, e anche gli effetti speciali e il ricorso a CGI son accortamente contingentati. L’impressione è di un prodotto low budget o perlomeno assai più economico della media del genere. Un piccolo film quasi domestico di battaglie cosmiche e mondi alieni malissimo abitati, azione ridotta in picoli spazi, quasi una partita claustrofobica. Siamo su un pianeta abbastanza di merda in cui è stato scagliato il già delinquente spaziale Riddick durante non ho capito bene quale missione (mi pare lo stessero trasportando in una qualche galera galattica), e il nostro eroe, per quanto acciaccato e ferito, se la deve vedere con mostri di vario tipo, mostri di terra, d’acqua e aria. Ma il peggio arriva quando sbarcano alcuni cacciatori di taglie che non vedono l’ora di mozzargli la testa e consegnarla alle autorità (è già pronta l’avveniristica ampolla in cui la testa verrà conservata). Atterra o alluna poi un’altra nave spaziale, ma non sono cacciatori di taglie, il capitano stavolta ha un conto molto personale da regolare con Riddick, e non gli darà tregua. Bene, le pedine per lo scontro sono disposte sul campo. Riddick contro tutti. Chi pensate che vincerà? La mancanza di grandi mezzi finisce con l’essere un vantaggio. Il film non si disperde in troppe scene mirabolanti quanto fini a se stesse, resta concentrato su di sé e il proprio plot, i propri pochi personaggi, quasi un kammerspiel con qualche escursione nel selvaggio action e nel mostruoso-repellente. A me non è dispiaciuto affatto. Non male il personaggio della guerriera lesbicona e viriloide che però quando sente la carne di Riddick diventa una micina. Sì, lo so, trattasi di visione un po’ vetero-maschilista, ma non stiamo troppo a fare i sofistichi, suvvia. Nei panni del più giovane cacciatore di taglie c’è quel Nolan Gerard Funk che abbiamo visto a Venezia in The Canyons di Paul Schrader (era anche alla festa di Vanity Fair dove, mi hanno detto, si è rivelato ragazzo assai simpatico e alla mano).

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2 risposte a Recensione. RIDDICK, uno sci-fi/action povero di mezzi, ma non così malvagio. E il monumentale Vin Diesel stravince

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