Tutti i FILM-SCANDALO dei festival 2013: Berlino, Cannes, Locarno, Venezia, Milano

Ormai è una regola, non scritta ma comunque stringente e vincolante, che a ogni festival ci sia almeno un film sessualmente estremo. Con scene che una volta avremmo trovato solo nei porno e adesso sono esondate anche nel cinema cosiddetto alto, cosiddetto di qualità, cosiddetto d’autore. Ecco la lista dei festival 2013 con relativi film eros-estremi.

FESTIVAL DI BERLINO 2013
Interior: Leather Bar di James Franco e Travis Matthews. Presentato nella sezione Panorama.20131553_1-700x394L’infaticabile attore-regista e molte altre cose James Franco ha avuto con Travis Matthews, cult-director di precedenti film gay, la brillante idea di ricostruire i 40 minuti prima censurati e poi perduti per sempre di Cruising di William Friedkin, anno 1978. Film che raccontava di omicidi misteriosi nei giri omosessuali newyorkesi e dell’indagine di un detective (Al Pacino) dapprima inorridito quindi affascinato da quel che incontra. Interior: Leather Bar immagina di rigirare i momenti più caldi e mai visti di quel mitologio e maledetto film. Le scene di sesso esplicito sono parecchie, con blow jobs, sodomizzazzioni e fist-fucking. In Italia lo si è visto lo scorso maggio al Festival Mix di Milano. Non credo arriverà mai in sala. La mia recensione.

FESTIVAL DI CANNES 2013
Lo sconosciuto del lago (L’inconnu du lac) di Alain Guiraudie (presentato a Un certain regard, vincitore del premio per la migliore regia e del Queer Award). Uscita in Italia il 26 settembre.0482221Ai bordi di un piccolo lago del sud francese si fa battuage gay. Tutti nudi a prendere il sole, a guardarsi e guatarsi, poi ci si infratta nel bosco lì dietro a fare l’amore. Finché succederà un fattaccio a complicare le cose. Un giallo hitchcockiano che mostra parecchio sesso. I full frontal maschili si sprecano, i peni in erezione abbondano. Blow job, sodomizzazioni, vigorose masturbazioni con eiaculazione. Il film supera soglie mai varcate prima in un festival. La mia recensione.

Les rencontres d’après minuit di Yann Gonzalez. Proiezione speciale alla Semaine de la Critique.21001472_20130425104313888-700x466In una casa in mezzo al bosco arrivano man mano i protagonisti dell’orgia convocata dai padroni di casa, una coppia con la loro cameriera en travesti. Molto sesso, più parlato che mostrato per la verità. Anche qui falli maschili in quantità (il sogno della principessa tra i nudi), compreso quello di misure record – ma è una protesi – di Eric Cantona. Film che del sesso fa materia per un racconto strano, fantasmagorico, surreale, visionario. La mia recensione.

La vie d’Adèle – Chapitre 1 & 2, di Abdellatif Kéchiche, vincitore della Palma d’oro. Uscita in Italia il 24 ottobre.048140Siamo dalle parti del capolavoro. Adèle vede Emma dai capelli blu, e da allora non può che pensare a lei. Sarà amore totale, di quelli che, almeno per Adèle, non lasciano scampo. Tre ore di su e giù sentimentali in versione lesbo, ma quel che conta è la passione. Scene tra le due ragazze che così spinte ed esplicite non si erano mai viste in un film non-porno. Con la prima, di dieci minuti e oltre, indimenticabile. La mia recensione.

FESTIVAL DI LOCARNO 2013
Zone umide (Feuchtgebiete) di David Wnendt. Presentato in Concorso.Zone-2-700x350Fra tutti quelli che ho visto, il più tosto, decisamente. Le zone umide sono ovviamente ano e vagina – ma più il primo della seconda -, della protagonista, una ragazza attratta più che dagli estremismi sessuali, da tutto quanto è sporco e pure immondo. Per stomaci forti: qui siamo oltre i soliti confini dell’esplorazione sessuale, anche nella sua versione porno. La mia recensione.

MOSTRA DI VENEZIA 2013
Gerontophilia di Bruce LaBruce. Presentato alle Giornate degli autori.geront-700x466Un diciottenne perde la testa per un ottantaduenne ricoverato nell’ospizio in cui lavora come inserviente-infermiere. Scapperanno insieme. Il regista canadese Bruce LaBruce stavolta non esagera in sesso mostrato (i suoi film precedenti erano più spinti), ma ci lascia comunque intendere come tra i due il sesso ci sia, attraverso i profilattici nel letto e altri indizi. Baci in abbondanza dell’insolita coppia. Il bello è che a Venezia nessuno si è scandalizzato e il film è stato applaudito fragorosamente dal pubblico. La mia recensione.

Moebius di Kim Ki-duk. Presentato Fuori concorso. Moebius-2-700x393Siamo a Seul. Mammina, dopo aver cercato di castrare il marito senza riuscirci, si butta sul figliolo con il coltellaccio e zac. Poi si ingoia il prezioso pezzo asportato. Da questo punto in avanti assistiamo alla ricerca del piacere di un giovane maschio castrato: ci riuscirà grazie a un metodo (doloroso) scoperto e trsmessogli dal papà. Poi si tenta la via del trapianto e si dà il via alla caccia al donatore non consenziente. Dileggiato a Venezia da critici parrucconi e pubblico, peraltro gli stessi che l’anno scorso hanno gridato al capo d’opera per Pietà del medesimo regista, poi leonizzato. Invece Moebius è un film che si inserisce coerentemente nel percorso del suo autore. Allarmante, sanguinolento. A sgomentare non sono il sesso esplicito, l’incesto e quant’altro, ma la sensazione che Kim Ki-duk sia ormai ostaggio dei propri fantasmi, dei propri demoni, e non ce la faccia più a governarli. La mia recensione.

MILANO FILM FESTIVAL 2013
Les rencontres d’après minuit di Yann Gonzalez. Vincitore del pemio assegnato dalla giuria del festival.21001475_20130425104314435-700x468Dopo aver scatenato i media, soprattutto francesi, dopo la sua prima alla Semaine di Cannes (vedi sopra), è approdato al Milano Film Festival la scorsa settimana, con un successo imprevedibile. Al teatro Strehler, gremito, c’era pure il regista, che ha risposto per quasi mezz’ora alle domande dl pubblico. In my opinion, uno dei grandi film di questo 2013. La mia recensione.

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