Bronco Billy di e con Clint Eastwood (1980).
Una delle non molte commedie del Clint Eastwood regista (e attore). Un sobrio, affettuoso ma mai smanceroso omaggio al West da uno che con gli western è diventato un’icona e una star globale. Un uomo realizza il sogno della vita, acquistando il baraccone di uno show viaggiante sul West – cowboys, indiani, lazos e altre acrobazie – e portando in giro per l’America maggiore e soprattutto minore la grande epopea della frontiera. Incontra una donna in fuga dal suo ambiente borghese, la ingaggia, se ne innamora (lei è Sondra Locke, allora affettuosamente legata a Clint). Molto si parlò all’uscita del film del tendone del circo fatto di bandiere americane e cucito dagli ospiti di un ospedale psichiatrico: dettaglio molto Eastwood, vicino ai derelitti e agli ultimi, ma senza ideologismi e affettazioni politically correct. Un film che qualcosa deve allo sfortunato Buffalo Bill di Robert Altman di pochi anni prima (questo è del 1980, quello del 1976).
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