Film stasera sulle tv gratuite: UN MONDO IN PERICOLO (giovedì 17 ottobre 2013)

Un mondo in pericolo, La effe, ore 0,15. In replica domenica 20 ottobre, ore 8,30; martedì 22 ottobre, ore 23,20.102387_gal102398_gal102401_gal
Occhio, un film importante, da vedere assolutamente. Un mondo in pericolo – il titolo originale e internazionale fa invece More then Honey, Più che miele – è un gran bel documentario che ha chiuso tra molti applausi l’edizione 2012 del festival di Locarno. Lo firma una delle glorie del cinema svizzero, quel Markus Imhoof che all’inizio degli anni Ottanta conquistò il mondo, e una nomination all’Oscar, con La barca è piena, rievocazione di una pagina non gloriosa della confederazione elvetica, la chiusura delel frontiere agli ebrei in fuga da Hitler. Questo Un mondo pericolo è stato un enorme successo in patria e nell’Europa centro-nordica, ed è anche il candidato svizzero al prossimo Oscar come migliore film straniero. Eppure da noi non è stato quasi distribuito in sala (è in programma proprio tra pochi giorni allo Spazio Oberdan di Milano, per la precisione il 26, 27 e 28 ottobre). Di miele parla, anzi dei meravigliosi insetti che lo producono, le api. Perché stanno scomparendo? Cosa ha provocato la loro drastica diminuzione negli ultimi anni? Imhoof si muove per il mondo alla ricerca di risposte. Dalle Alpi Svizzere, dove ancora l’apicoltura è praticata secondo la tradizione, all’allevamento di api e successiva raccolta di miele su scala industriale negli Stati Uniti. Ed è qui che viene individuato il nocciolo, la causa possibile della crisi. Intanto, dall’Africa stanno arrivando specie di api sempre più aggressive e pericolose e che però, paradossalmente, potrebbero essere anche la salvezza. Si parla di un mondo in pericolo perché, come disse Einstein in una frase ormai citatissima e famosa, «se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra, all’uomo non resterebbero più di quattro anni di vita». Il limite di questo formidabile, appassionante documentario è certo anti-industrialismo ideologico, certo ecologismo semplificato e semplicistico. Il suo meglio sta invece nella costruzione del racconto, avvincente come un thriller. Dove l’assassino rischia di essere, ovviamente, l’uomo.

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