Film-cult stasera su Sky: FRAGOLE E SANGUE (martedì 22 ottobre 2013)

Fragole e sangue, Sky Classics, ore 1,00.Quando recensendo Diaz di Daniele Vicari ho scritto che il film ripropone lo schema binario-oppositivo, e già parecchio visto al cinema, contestatori buoni, carini e angelicati/polizia cattiva, sporca e selvaggia, mi son preso rimbrotti e anche peggio da parecchi lettori (una lezione che impari presto quando incominci a mettere in rete quello che pensi è che se vai contro il pensiero unico & omologato politically correct ti arrivano gli insulti, non ce n’è). Bene, stasera in tv c’è l’occasione abbastanza rara, e dunque da non perdere, di vedere il film matrice che ha fondato quello schema e l’ha codificato e cristallizzato per gli anni e i film a venire, Diaz compreso. Il film è uno di quelli che i ragazzi del Sessantotto, di qua e di là dell’Atlantico, hanno adorato e visto molte volte, indignandosi, incazzandosi. Fragole e sangue, anno 1970, diretto da uno semisconosciuto Stuart Hagmann, si mette sulla scia del successo di Easy Rider e, prodotto nientemeno che dalla MGM ansiosa di cavalcare la nuova onda, ci racconta quasi didascalicamente la storia di due ragazzi che (inizialmente per cuccare) si uniscono agli studenti contestatori e ribelli e antisistema del loro college. C’è da difendere un campo da gioco che il perfido e reazionario rettore vorrebbe affidare all’esercito per esercitazioni. Figuriamoci, che poi una volta imparate le tecniche di attacco e difesa i soldati vengon mandati in Vietnam contro i vietcong. Non sia mai, e giù una lotta dura senza paura che porterà all’occupazione dell’università. Una delle più militanti è una ragazza assai carina (Kim Darby difatti, che di lì a poco girerà Il Grinta, il primo e originale, mica il remake lucidato dei Coen, accanto al reazionario John Wayne e Grissom Gang per la regia di Robert Aldrich) di cui uno dei due ovviamente si innamorerà. Tra ribellismi e volantinaggi e slogan gridati, un film figlio e testimone del suo tempo come pochi altri, da vedere per questo, e non per i suoi valori cinematografici (che pure non mancano: soprattutto lo stile mutuato dalla scuola documentaria, mescolato anche incongruamente a certe visionarietà lisergiche). Ma quella che i devoti spettatori e fan di Diaz – Non lavate quel sangue dovrebbero vedere e rivedere e rivedere è la gran sequenza finale della polizia che irrompe nel college occupato, con i bravi ragazzi contestatori disarmati e pacifici e inermi che si mettono in cerchio a cantare e ritmare battendo le mani sul pavimento la mitologica Give Peace a Chance di John Lennon, in attesa di esssere menati e brutalizzata. Seguirà la mattanza. Una sequenza grandissima che da sola giustifica il film e che, devo dire, è ancora capace di farmi venire i brividi. Scena che si è fissata come un archetipo, e che Diaz di Vicari, nella sua parte centrale con l’irruzione dei pulotti inferociti nella scuola-dormitorio, ha riprodotto, magari senza rendersene conto. Fragole e sangue incassò un premio importante a Cannes e fiunzionò benissimo al box office (americano, meno a quello italiano) portandosi a casa molti milioni di dollari. Chissà cosa resta, oggi, del film. Uno dei due attori protagonisti, Bud Cort, avrebbe poi interpretati due memorabili titoli dei primi anni Settanta, Harold e Maude di Hal Ashby e quel capolavoro vero che è Anche gli uccelli uccidono di Robert Altman. Rivisto negli anni Duemiula in Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson.

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