Al cinema: i film usciti questo weekend. La mia classifica

Miss Violence

Miss Violence

Molte le nuove uscite in sala questo weekend, alcune ottime. Ecco la mia personale classifica. Cliccare il link per leggere la recensione.

1) Miss Violence. Dalla Grecia, uno dei migliori film visti a Venezia lo scorso settembre. Puro cinema della minaccia. Si comincia col suicidio di una ragazzina, e quel che viene dopo è pure peggio. Costruito con una precisione da orologiaio ossessivo. Ha preso due premi, ma avrebbe meritato il Leone d’oro. Uno dei film-rivelazione del 2013. Voto 8 e mezzo
2) Before Midnight. Terzo episodio della saga di Jesse e Céline dopo Before Sunrise e Before Sunset. Ormai stanno insieme, hanno due gemelle, ma la crisi incombe. Dialoghi scintillanti, e però con una crudeltà nascosta sotto la soavità. Stroncato (ingiustamente) dai signori del salottino buono della nostra critica: non dategli retta, al festival di Berlino lo scorso febbraio è stato un trionfo, e l’uscita nei cinema americani pure. Voto 8+
3) Blancanieves. Il regista spagnolo Pablo Berger riscrive la storia di Biancaneve ambientandola tra popolo, nobiltà, toreador e giochi circensi nella Siviglia inizio Novecento. In bianco e nero e senza parole, come The Artist. Surreale, melodrammatico, camp, buñueliano. Voto 7 e mezzo
4) Captain Phillips – Attacco in mare aperto. Il capitano Tom Hanks si vede assalire la sua nave dai pirati somali, saranno guai grossi. Tesisssimo, un film che ti tiene avvinto fino all’ultimo secondo. L’Argo di quest’anno. Imperdibile. Voto 7 e mezzo
5) Zoran, il mio nipote scemo. Dal Friuli una commedia alcolica. Con un Giuseppe Battiston straripante alle prese con un nipote sloveno che non sapeva di avere. Vincitore a Venezia alla Settimana della critica del premio assegnato dal pubblico. Voto tra il 6 e il 7
6) Un castello in Italia. Valeria Bruni Tedeschi firma un’operina delle sue, garbata, assai elegante, piena di piccole grandi nevrosi e autoironie, raccontando al solito qualcosa di sè. Stavolta si occupa di una famiglia, molto somigliante alla sua, che ha lasciato l’Italia e adesso deve vendere il suo castellotto in Piemonte. Voto tra il 6 e il 7
7) Sole a catinelle. Riuscirà Checco Zalone a battere se stesso e i suoi record di incasso? Stavolta ci prova a costruire una narrazione, però con esiti incerti. Si ride? Per mezz’ora pochissimo, poi va meglio. Irresistibile la scena dello ‘stacca la spina’. Però Zalone ha sempre un che di violento, una comicità un po’ teppistica e urtante. Voto tra il 5 e 6
8) Ender’s Game. Il mondo è in pericolo, sarà salvato da un ragazzino scelto tra migliaia e addestrato a essere il Napoleone delle galassie. Di una piattezza insostenibile. Purtroppo si anima solo con la battaglia finale. Con un Harrison Ford fiacchissimo maestro d’arme e di vita. Voto tra il 4 e il 5
9) Il pasticciere. Un incredibile noir girato tra Puglia e Dalmazia, con molte ed evidenti ambizioni mitteleuropeee e di una goffaggine imbarazzante. Spiace parlar male di un film piccolo e low budget come questo, ma come si fa a salvarlo? Voto 4

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