Un marziano al festival di Roma: ep. #4 (la guida bugiarda e la navetta lenta)

la guida rossa, quella affidabile

la guida rossa, quella affidabile

Stamattina, in attesa di vedere il film iraniano Acrid, un vicino di poltrona faceva notare come ci fossero in circolazione delle guide del festival con i programmi sbagliati. E me ne ha mostrate due con la copertina fucsia, e in effetti orari di proiezioni e film non coincidevano. Dunque, se avete in mano una guida fucsia non fidatevi, fatevi dare invece dagli addetti quelle con la cover rossa, più affidabili, oppure consultate il programma sul sito. Qualcosa da dire ci sarebbe anche sui famosi minibus-navetta che collegano l’Auditorium a piazza Barberini passando per piazzale Flaminio e villa Borghese. Un piccolo orgoglio di questo festival, visto che sono (dovrebbero essere) continui, vanno fino alle due di notte e son pure a trazione elettrica, dunque ecologicamente corrette. Sabato ce n’erano parecchie di navette, una via l’altra. Ieri sera ho aspettato invece almeno un quarto d’ora, e il viaggio è stato ai confini dell’allucinante. Dovete sapere che sono degli scatolini minuscoli, sette-otto posti a sedere, quei pochi altri che ci entrano se ne stanno in piedi attaccati ai pochi sostegni (se ci arrivano), sballottati a ogni frenata, decelerazione o accelerazione. Perché il trabiccolo, più alto che largo, ha un coefficiente di stabilità piuttosto basso. Viaggiare è una tortura. La velocità è ridotta, molto meno di una bicicletta. Ieri sera si arrancava penosamente attraverso Villa Borghese che quasi veniva voglia di saltar giù e proseguire a piedi, che si sarebbe fatto prima. Benissimo l’ecologia, ottima l’idea della navetta funzionante fino a notte. Ma un minibus un po’ meno mini e un po’ meno lento no?
Aggiornamento alle ore 22,40 di lunedì 11 novembre. La situazione navetta va peggiorando. Oggi alle 19,10 sono andato alla fermata dell’Auditorium per prenderla e andare fino al capolinea, piazza Barberini. Bene, ce n’erano due ferme con sul display ‘deposito’. Ne è arrivata una terza che pure lei si è sintonizzata subito sul ‘deposito’. Quando ne è arrivata una quarta c’è stato l’assalto. Dopo una decina di minuti ci scarica in un posto che non è per niente piazza Barberini. Fine corsa, ci vien detto, pure quello deve andare in deposito. E nessuno che ce l’avesse detto. Panico di tutti i viaggiatori, un bel po’ di non romani (c’era anche un’attrice turca spaesatissima) e parecchi romani che pure loro non sapevano come districarsi. Abbiamo preso un mezzo che passava di lì  – non ricordo quale fosse – , poi a piazzale Flaminio son sceso, mi sono fiondato nel metrò e da lì a Barberini. Sono arrivato alle 8 in punto al cinema (Barberini), poprio quando la proiezione di Dallas Buyers Club stava per cominciare. Non ho parole.

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