Recensione. C’ERA UNA VOLTA UN’ESTATE: il solito coming-of-age, però di scrittura stratosferica

C’era una volta un’estate (The Way Way Back), regia e sceneggiatura di Nat Faxon e Jim Rash. Con Steve Carell, Sam Rockwell, Amanda Peet, Toni Collette, Liam James. Recensione scritta dopo l’anteprima di C’era una volta un’estate al Torino Film Festival (sezione Festa Mobile).THE WAY, WAY BACK
Classico coming-of-age. Con l’adolescente Duncan che, grazie al bizzarro gestore di un aquafan, impara qualcosa della vita e a superare i disastri familiari. Tutto in un’estate. Storia ovvia, ma scrittura e dialoghi di qualità superiore. Voto 7THE WAY, WAY BACK
Storia di Duncan e di come quell’estate diventò grande. Classico comin-of-age però di scrittura brillantissima, acuminata, scintillante. Con battute a raffica di livello statosferico (poi penso ai nostri Soliti idioti e Fuga di cervelli e mi vien da piangere). Con famiglie disastrate, dissolte, e ragazzi e ragazzini ad arrangiarsi da soli giacché gi adulti han da star dietro ai loro problemi o nevrosi o egotismi vari e varie paturnie, e mica hanno il tempo di occuparsi di altri che non siano loro stessi, e questa della famiglia che non c’è più è da anni uno dei temi più ricorrenti, ossessivamente ricorrenti, del cinema. East Coast. Duncan se ne in vacnza al mare con mamma (Toni Collette) e il nuovo, odioso fidanzato di lei (Steve Carell) e la smorfiosa figlia di lui. Rapida conoscenza di una vicina divorziata e sboccata, la quale in cinque minuti ci fa più ridere di tutta la produzione comica italiana degli ultimi tre anni (memorabile quando parla del’occhio storto del figlioletto). C’è un aquapark che diventerà il luogo centrale di quel che andrà a succedere, ove lavora come gestore lo strambo, sfaticato e adorabile Owen (Sam Rockwell, strepitoso), il quale farà da mentore e un po’ da padre a Duncan, aruolandolo nella crew e insegnandogli tutto. Alla fine dell’estate Duncan sarà un po’ più convinto di sé e di quello che vuole e soprattutto di quello che non vuole, per esempio stare con l’ignobile boyfriend di mamma. Molti all’uscita dalla proiezione stampa a lamentarsi dell’ovvietà di The Way Way Back. Io dico, avercene di ovvietà così.
THE WAY, WAY BACK

Questa voce è stata pubblicata in cinema, festival, film, recensioni e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.