Stasera su Iris omaggio a PETER O’TOOLE con ‘Lawrence d’Arabia’ (lun. 16 dic. 2013)

Lawrence d’Arabia di David Lean, con Peter O’Toole, su Iris, ore 21,11.
larab_stl_2_h-700x538Il primo, e ancora e sempre, il più famoso film dell’appena scomparso Peter O’Toole (sabato 14, all’età di 81 anni, a Londra). Quello che lo trasformò da attore teatrale della scena britannica in star planetaria. Film da annali del cinema e che, pur essendo del 1962, resta di folgorante attualità per via dello scacchiere geopolitico in cui si muove il suo protagonista, quel Medio Oriente, quel mondo arabo e islamico che sono ancora oggi al centro della nostra attenzione (e preoccupazione, anche). Fu un diluvio di Oscar, sette per l’esattezza, compresi quelli al miglior film e alla migliore regia. Non lo vinse invece Peter O’Toole, che l’avrebbe ampiamente meritato. Un’interpretazizone la sua che è storia del cinema, e tanto basti. Con lui la star egiziana Omar Sharif che trovò qui la sua occasione per farsi conoscere dal pubblico d’Europa e America.
Immensa avventura, immenso spettacolo, personaggi bigger than life: eppure quella raccontata dala colossale opera di David Lean è storia vera, anche se la fedeltà ai fatti e alle persone è stata nel corso del tempo messa in discussione, anche se tra la realtà e la sua rappresentazione si è (giustamente, inevitabilmente) insinuato il romanzesco. Lawrence è Thomas Edward Lawrence, eccentrico signore inglese dell’inizio Novecento attratto dall’azione, dall’eroico, dalla dimensione titanica dell’esistere, dall’andare oltre se stessi e forse oltre l’umano, verso l’über umano. Quando in un Impero Ottomano ormai agonizzante le province arabe – le terre che grossomodo ora si chiamano Arabia Saudita, Iraq, Giordania, Siria, Territori Palestinesi – covano la ribellione e la voglia di indipendenza dalla Sublime Porta di Costantinopoli, lui, inglese, cavalca quell’onda, si schiera con le tribù beduine in rivolta contro i Turchi, diventa da perfetto inglese creatura dei deserti e delle sabbie adottando i modi, gli stili di vita, gli abiti di quei popoli. Diventando (apparentemente almeno) arabo tra gli arabi. Lawrence d’Arabia. Appoggerà e capeggerà i rivoltosi, portandoli alla conquista di piazze strategiche e territori in mano ai turchi. Ora gli storici si chiedono se l’abbia fatto per dedizione disinteressata alla causa e per dare carne e materia e vita ai sogni eroici di cui si era sempre nutrito, o se sia stato un agente inglese al servizio del suo paese, incaricato di pilotare e incanalare la ribellione araba e anti-ottomana nella sfera d’influenza britannica. Forse le due cose non si escludevano, e il film sembra cavalcarle entrambe. Ma noi siamo spettatori, e noi vogliamo godere dello spettacolo che il film di David Lean ancora oggi sa darci.

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