Non solo Nymphomaniac: gli altri film-scandalo della Berlinale

Ormai quella del sesso esplicito (e d’autore) è una frontiera ampiamente varcata da tutti i festival di prima fascia. Lo sconosciuto del lago e Les rencontres d’après minuit a Cannes, Zone umide a Locarno, Interior: Leather Bar a Berlino, tanto per citare i casi più eclatanti del 2013.
Il 2014 conferma e consolida il sesso-scandalo come momento centrale delle grandi manifestazioni di cinema, si veda cos’ha in programma l’imminente Berlinale. Che punta parecchio sulla prima mondiale della versione uncut di Nymphomaniac parte prima di Lars Von Trier: un evento, e un botto, annunciato. Non solo quello però. Spulciando nelle varie sezioni si scoprono altri titoli che promettono di molto mostrare e pochissimo nascondere in fatto di sesso, se poi sarà scandalo è tutto da vedere, perché il pubblico berlinese è di quelli che non si scompongono (di fronte ai blow jog gay e alle sodomizzazioni di Interior: Leather Bar l’anno scorso nessuno ha mostrato il minimo imbarazzo). FOTO DAL SITO UFFICIALE DELLA BERLINALE.

Fucking Different XXY (sezione Panorama Dokumente)
Sesta parte di una serie (le puntate precedenti ce le siamo perse) cominciata e progettata nel 2005 da Kristian Petersen. Il quale ha chiesto ad alcuni filmmaker gay tedeschi di girare degli spezzoni sul tema dell’amore e del fare l’amore, e dell’immaginazione, omosessuale. In Fucking Different XXY l’intento degli autori – tra cui i registi porno Buck Angel e Mor Vital – è di mostrare l’incrociarsi e il dissolversi dei generi (sessuali). Al grido di: rompiamo gli stereotipi.
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Everything thar rises must converge (sez. Forum Expanded)
Regia di Omer Fast (Germania-Usa)
Miscuglio di documentario e fiction, secondo una delle voghe più forti del cinema di oggi. Quattro veri attori di film per adulti seguiti nella loro giornata, a casa, in macchina, e nel residence dove lavorano e girano. Intanto prendono vita e corpo altre storie – di pura invenzione e interpretate da attori – all’interno del residence. Finché tutto misteriosamente convergerà.
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Vulva 3.0 (sez. Panorama Dokumente)
Regia di Claudia Richarz e Ulrike Zimmermann (Germania)
La vagina come luogo e simbolo della comunicazione ipersessualizzata dei tempi nostri, e come ossessione. Un documentario che attraversa le immagini della pubblicità, della militanza femminil-femminista, della chirurgia cosmetica di re-design vaginale, della medicalizzazione del corpo, e molto altro.
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Top Girl oder La déformation professionelle (sez. Forum)
Regia di Tatjana Turanskyj (Germania)
Helena ha 30 anni, è una madre single di una ragazzina di 11 anni, è un’attrice di non molto successo che come secondo lavoro (e spesso come primo) fa la escort. Specializzata nel fetish e nell’S/M.
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