Berlinale 2014. Pensavo di aver già visto il peggio, invece oggi è arrivato ALOFT

20147700_4Ormai davo per scontato che l’ultimo posto della mia personale classifica dei film in concorso fosse stabilmente occupato dal tremendo argentino Historia del miedo, Storia della paura. Manon avevo ancora visto Aloft, dato oggi a mezzogiorno in press screening al Palast con gran pompa, giacché la sua regista, la peruviana Claudia Llosa, qui a Berlino ha già vinto un Orso d’oro ne 2010 con La teta asustada. Non rivincerà, almeno spero, perché questo Aloft fa veramente schifo, un intruglio new age e di rinfacci familiari così imbarazzante che non ti capaciti di come sia finito qui in competizione. Una mamma guaritrice, un bambino malato e altro ancora, più falchi e templi neo-sciamanici in mezzo alla natura. Agghiacciante. Con un cast da serie A che non riesce a salvare il film dal disastro: Jennifer Connelly, Cillian Murphy, Mélanie Laurent. Eppure alla fine ha ricevuto la sua bella dose di applausi. Pensare che alla proiezione stampa di The Grand Budapest Hotel non c’è stato un applauso, e si parla di Wes Anderson, e c’è stato il gelo assoluto per lo sballato ma altamente interessante Praia do futuro. Allora beccatevi la sciura Llosa e i suoi intrugli da fattucchiera della macchina da presa.

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