Berlinale 2014, verdetto-shock: vince il cinese BLACK COAL, THIN ICE (e gli altri premi vanno a…)

Il gelo è calato sulla platea-stampa, riunita al Cinemaxx 3 per vedersi su grande schermo la cerimonia dei premi, quando è stato annunciato l’Orso d’oro al cinese Bay Ri Yan Huo (Black Coal, Thin Ice), non proprio tra i favoriti, anzi snobbato da quasi tutti. Ma il film è tutt’altro che pessimo, anche se il massimo premio gli sta un po’ troppo largo.
Il grande sconfitto è Richard Linklater, che si porta a casa solo il premio per la migliore regia per Boyhood ma non il Golden Bear. Gran premio della giuria a Wes Anderson per The Grand Budapest Hotel e anche questo suona un po’ una consolazione in mancanza di meglio.
Palmarès piuttosto pazzo, con alcune cose assai condivisibili, altre per niente. Pazza e condivisibile la decisione di assegnare il premio al “film che apre nuove prospettive” a Aimer, boire et chanter del novantaduenne Alain Resnais. Folle e basta premiare come migliore attrice la protagonista del giapponese The Little House, una soap assai lagrimevole di cui non si sentiva la necessità. L’Orso d’argento per la sceneggiatura va a Kreuzweg, che meritava di più: è il migliore film di questo concorso. Premio come migliore attore al protagonista del film cinese vincitore Black Coal, Thin Ice, e francamente due premi mi paiono troppi. Premio per il migliore contributo artistico al direttore della fotografia del cinese Blind Message, film sottovalutato da troppi. Azzeccata la decisione della giuria per la migliore opera prima (di cui faceva parte Valeria Golino) che, tra i film delle varie sezioni, ha scelto il bellissimo messicano Güeros, presentato a Panorama.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, festival, film e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.