OSCAR. Onore a Cate Blanchett, che non rinnega Woody Allen e se ne sbatte delle tempeste mediatiche su di lui

x700Prima della serata degli Oscar la domanda era: la tempesta di accuse lanciata dai figli di Mia Farrow contro Woody Allen (molestie pedofile, tanto per rinfrescare la memoria) avrà ripercussioni sulla candidatura di Cate Blanchett? La quale era in corsa come migliore attrice proprio per l’interpretazione di un film di Woody, Blue Jsmine. Cui seguiva un’altra domanda: nel caso l’attrice australiana vinca, citerà Allen nel suo discorso o preferirà glissare e astenersi dal nominare un uomo al centro di una simile controversia? La cerimonia dell’altra sera al Dolby Theatre ci ha dato risposte nette. No, la tempesta non ha influito sul voto dei signori dell’Academy, non ha compromesso le chance di Cate Blanchett, la quale si è portata a casa il suo meritato Oscar, come peraltro ampiamente pronosticato da mesi. No, Cate Blanchett non ha glissato, non ha fatto la paracula, e nel suo doveroso speech post-statuetta ha significativamente ringraziato subito dopo le sue colleghe candidate e prima di tutti gli altri (anche prima dei suoi familiari e di coloro che lavorano con lei in Australia a teatro) proprio il regista che con Blue Jasmine le ha offerto una dei migliori ruoli della sua carriera. “I’m here excepting an award in an extraordinary screenplay by Woody Allen. Thank you so much, Woody, for casting me. I truly appreciate it”: “Ricevo questo premio grazie a uno straordinario screenplay di Woody Allen. Grazie molte Woody, per avermi scelto, lo apprezzo davvero”. Poche parole, ma pesanti, soprattutto collocate strategicamente in cima al suo discorso. Cate è donna di carattere e di classe, e non si è smentita.

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