I migliori film di stasera (merc. 12 marzo 2014) sulla tv in chiaro

Crimini invisibili

Crimini invisibili

Crimini invisibili di Wim Wenders (The End of Violence), Rai Movie, ore 23,05.
Wenders, anche nei suoi film meno famosi e riusciti (e più discutibili), resta sempre Wenders. Che è la ragione per vedersi questo suo Crimini invisibili del 1997. Nella sua solita America astratta e alienata – stavolta siamo a Los Angeles – un produttore di film pop-violenti viene rapito per essere eliminato, ma saranno i due rapitori a essere trovati uccisi, mentre lui sembra evaporato nel nulla. La sua storia si intreccia con quella di uno scienziato incaricato dai servizi segreti di mettere a punto un capillare controllo satellitare sul territorio. Con Bill Pullman, Gabriel Byrne e Andie MacDowell.

L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam, Iris, ore 21,07.
Non sono un grande estimatore di Terry Gilliam (che ha comunque il suo bel gruppo di devoti), lo ritengo un enorme talento ingorgato e autoreferenziale che continua a girare a vuoto in una orsonwellesiana sala degli specchi senza più trovare la via d’uscita. Però il suo cinema bigger than life merita rispetto, anche se qualcuno un giorno deve avergli detto che è il nuovo Fellini e lui deve avergli creduto. L’esercito delle dodici scimmie è ancora uno dei suoi film digeribili. E poi c’è il richiamo di star come Bruce Willis e Brad Pitt.

I guardiani di Israele (The Gatekeepers) di Dror Moreh, La effe, ore 22,20.
Sei responsabili dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno dello stato d’Israele, si raccontano davanti alla mdp, svelando retroscena e segreti delle molte missioni effettuate dalla guerra dei sei giorni in poi. Due i nemici da prevenire e combattere: gli attentatori palestinesi e la destra israeliana più fanatica e radicale. Ci si aspetta di vedere degli uomini duri, rocciosi e dogmatici, invece i signori dello Shin Bet mostrano duttilità e un sorprendente pragmatismo. Raccontando sì i propri successi, ma anche gli errori e i fallimenti. E spesso mostrandosi critici verso la deriva militarista dello stato. (recensione estesa)

Funny Games di Michael Haneke, Cielo, ore 23,20.
A tutt’oggi, il miglior film dell’austriaco – poi cinematograficamente parigino – Michael Haneke (sì, molto meglio del sopravvalutato Il nastro bianco e anche del recente Amour), così esemplare da essere una sorta di manifesto del suo cinema della crudefunny games possiamo ltà. Haneke lo gira nel 1997 in Austria, ben prima della sua emigrazione a Parigi, con un budget ridotto, attori locali sconosciuti fuori dai confini, eppure Funny Games fu un colpo di gong che risuonò in tutto il mondo e che segnò la nascita di un autore. Più terribile e pauroso di qualsiasi horror-splatter di sangue e sbudellamenti, perché Haneke ci mostra la malvagità pura, assoluta. Una coppia trascorre tranquilla un weekend sul lago. Nella bella casa si introducono due ragazzi, all’apparenza innocui e perbene. Ma sono il Male che si maschera per meglio colpire. La coppia viene presa in ostaggio, fatta oggetto di una sequenza di sadismi e orrori. Attenzione: quasi insostenibile. Uno dei film più agghiaccianti che si siano mai fatti, e non è un’esagerazione. Michael Haneke girerà dieci anni dopo un autoremake shot-for-shot in America con Naomi Watts, Funny Games.

Il seme dell’uomo di Marco Ferreri, Rai Movie, ore 1,10.
Un Marco Ferreri del 1969, dunque del suo periodo più alto e migliore. Raro. Da non perdere. Uno strano post-apocalittico com ambizioni di apologo che qualcosa deve al di poco precedente Weekend di Godard (e non per niente in Il seme dell’uomo c’è Anne Wiazemski, allora moglie e musa del gran francese). Una coppia sopravvissuta non si sa come e perché a una catastrofe si rifugia in una casa sul mare. Arriveranno strani visitatori, si dibatterà della necessità di fecondare lei perché il seme dell’uomo (del maschio?) non vada perduto. Lotta per la sopravvivenza e, come spesso in Ferreri, guerra dei sessi.

La setta di Michele Soavi, Iris, ore 1,12.
Firmato da un piccolo grande maestro dell’horror italico quale Michele Soavi, un film de’ paura del 1991 con una setta assassina che vuole (ri)mettere al mondo l’Anticristo, dunque adocchia una ragazza perché rimanga incinta del demoniaco essere. Insomma, un Rosemary’s Baby tardivo de’ noantri, però girato da Soavi con classe e senso dello stile. Dario Argento produce e fornisce il suo marchio di fabbrica.

Switch di Frédéric Schoendœrffer Rai 4, ore 21,12.
Un noir di nuova generazione dalla Francia. Con la regia di Frédéric Schoendœrffer, che già aveva aveva lavorato con la coppia Bellucci-Cassel in Agents Sécrets. Una ragazza canadese tramite Internet si mette d’accordo con una parigina su uno scambio (temporaneo) delle loro case. Ma, arrivata a Parigi, si troverà coinvolta in un delitto e sotto accusa. Occhio, c’è il grande Eric Cantona.

Il seme della follia di John Carpenter, Iris, ore 23,23.
Un John Carpenter dei meno famosi dell’anno 1995. Perché John Trent è ricoverato in un ospedale psichiatrico? A poco a poco scopriamo la sua strana storia. Detective al servizio di una società assicurativa, di quelli incaricati di smascherare le truffe, si imbatte nella scomparsa di uno scrittore assai popolare. Si troverà scagliato in una dimensione in cui delirio e realtà si confondono.

Sheitan di Kim Chapiron, Rai 4, ore 23,53.
Horror francese assai controverso del 2006 interpretato, voluto e prodotto da Vincent Cassel. Tutto comincia in una disco parigina dove quattro ragazzi conoscono Eva e, quando lei li invita in una casa in campagna, decidono di seguirla. Scopriranno di essere finiti in un posto assai pericoloso, con un cupo custode (Cassel) e circondati da gente misteriosamente ostile.

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