Film-capolavoro stasera (tardi) sulla tv in chiaro: VIALE DEL TRAMONTO (merc. 9 apr. 2014)

Viale del tramonto, Rai Movie, ore 0,35.
sunset-boulevard1gloria swanson & william holden 1950 - sunset boulevardCapolavoro, capolavorissimo. Uno dei 10-film-da-salvare di tutti i tempi. Requiem sulla Holywood Babilonia. Cerimonia funebre e cimiteriale del divismo com’era e del sogno del cinema (del sogno americano, del cinema americano). Tutte le ombre e le penombre della Mitteleuropa e degli espressionismi weimeriani scese a inghiottire Hollywod grazie alla presenza di Erich Von Stroheim, testimonianza vivente all’interno del film, di un mondo e di mondi scomparsi, e del fuggiasco da Vienna e Berlino Billy Wilder dietro la macchina da presa. Con uno degli incipit più famosi di sempre, con un morto che parla galleggiante nell’acqua di una piscina. Da lì, da quella voce si dipana à rebours la storia. Che è la storia di un giovane soggettista-sceneggiatore di Hollywood assai ambizioso e assai spiantato che si ritrova per caso nella villa di quella che fu la massima diva del cinema muta, Norma Desmond. La quale in quel suo eremo-santuario (del proprio culto), e quasi mausoleo, ora vive rinchiusa, come tumulata. Circondata dai ricordi e dai pezzi del mondo suo com’era, il mondo del suo fulgore divino, del massimo successo. Feticci ammassati ovunque, in ogni stanza, di una Hollywood aurorale e già intrisa di marcio e decadenza, già sepolcrale. Decori da marchesa Casati al suo più estremo darkismo, di Art Nouveau e pure Déco conservati come in una teca. Mentre sullo schermo di casa gira un film di lei, Norma Desmond, al suo acme. La signora, che è Gloria Swanson, come un’ape regina, come un ragno gigante, come una mantide, irretisce e imprigiona nella sua tela il giovane sceneggiatore, lo fa suo, convincendolo a occuparsi della sceneggiatura che segnerà il suo trionfale ritorno al cinema. Se lo porterà a letto, saranno amanti, mentre a tutto assiste, devoto e silenzioso, il fedele maggiordomo e autista impersonato da Erich Von Stroheim, in realtà già suo mentore e regista di lei innamorato, al punto da accettare ora, pur di starle accanto in quel delirio, di esserle servo. Quando Gillis cercherà di tornare a una vita per così dire normale, a lasciare quel mondo di tenebra per un banale e normale sole californiano, e per un amore qualsiasi, lei perderà la testa. Gran finale, indimenticabile davvero, e ipnotizzante. Nel quale la folle Norma realizza paradossalmente il suo sogno divistico di ritorno davanti alla macchina da presa. Gloria Swanson immensa, e coraggiosa nell’usare se stessa, il proprio personaggio, il proprio passato da star per metterli al servizio di questa riflessione macabra e spietata sul cinema. Puro cinema nel cinema, cinema sul cinema. Anzi, una lezione di metacinema. William Holden è la carne viva immessa in un mondo marcio, e dunque destinata a corrompersi.

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