I migliori film di stasera sulla tv in chiaro (giov. 10 apr. 2014)

11 film. David Cronenberg, Lars Von Trier, Stephen Frears, George Stevens, Walter Hill. Johnny Depp. MIchael Fassbender. Norman Foster. E ancora ancora ancora.

A Dangerous Method di David Cronenberg, Rai 3, ore 21,09.
1Un grande film cronenberghiano che sa parlare anche al pubblico più vasto. Ia nascita della psicanalisi vista attraverso il triangolo pericoloso Sigmund Freud-Sabina Spielrein-Carl Gustav Jung. Un film di idee e di corpi, di furori teorici e passioni della carne. (cliccare per leggere la recensione)

Dogville di Lars Von Trier, Iris, ore 23,36.
893_galIl vertice – insieme a Le onde del destino – di quel maestro senza se e senza ma che è Lars von Trier. Con una Nicole Kidman nel suo momento aureo, poco dopo Eyes Wide Shut, e qui indimenticabile, nella sua interpretazione della vita. Niente scenografie, solo un palcoscenico in cui si tracciano con il gesso i luoghi dell’azione, con abbondanti citazione del teatro didascalico di Brecht, compresa la divisione in capitoli (che ritornerà in Nymphomaniac). Film brechtiano anche nell’intenzione pedagogica, nella volontà dimostrativa, nel disegno di portare a galla la struttura materiale soggiacente alle relazioni sociali e umane. Da una qualche parte dell’America rurale anni Trenta arriva Grace, in fuga dai gangster che la stanno braccando per misteriosi motivi (e il riferimento ai climi malavitosi dell’Opera da tre soldi e di Arturo Ui è evidente). A Dogville, il villaggio in cui approda, le danno riparo, ma le chiedono in cambio di lavorare per la comunità. La sua presenza scatenerà negli abitanti i peggiori istinti, quelli del rifiuto dell’estraneo, della volontà di potenza, di dominio, di sfruttamento. Come un reagente, Grace renderà evidente ciò che era occulto. Alla fine saprà agire. Teatro che è puro cinema, ed è questo il miracolo di Von Trier. Set leggendario di cui ancora si parla, sparla e favoleggia, soprattutto a proposito dei rapporti tempestosi tra regista e Kidman.

Montecristo di Kevin Reynolds, Iris, ore 21,o6.
38870_galAdoro il romanzone di Alexandre Dumas (e in genere il grande romanzo popolare Ottocento), dunque cerco di non perdermi i suoi vari adattamenti cinetelevisivi che ogni tanto rispuntano fuori. Questo, del 2002, produzione americana, mi pare sia l’ultimo in ordine di tempo, essendo il penultimo la serie tv francese del 1998 con al centro il monumentale Gérard Depardieu. Invece qui il protagonista è lo sciapo Jim Caviezel, per intenderci il Cristo in croce di Mel Gibson, che in teoria avrebbe dovuto rendere il fogliettone Ottocento dumasiano più sincronico e affine ai gusti giovanili. Operazione non molto riuscita, anche perché il regista Kevin Reynolds e lo sceneggiatore Jay Wolpert introducono qualche modifica rispetto all’originale, come se Dumas non avesse saputo il suo mestiere suo. Invece Dumas, e lo stesso vale per Dickens, Jane Austen, Hugo ecc., al cinema è meglio rispettarlo alla lettera e non toccarlo, e limitarsi a metterlo in scena solo con qualche minimo adattamento. Del resto, la storia di Edmond Dantès ingiustamente condannato che dopo una lunga e terribile detenzione torna a Parigi con una nuova identità, quella del conte di Montecristo, a prendersi la sua vendetta, è perfetta così. Un classico. Un archetipo. Guy Pearce è il villain e Richard Harris l’abate Faria, il vecchio che in carcere indica la via della liberazione a Dantès.

Neverland, un sogno per la vita di Marc Forster, Rai Movie, ore 21,15.
Biografia, con ampi slittamenti nel fantastico e nell’onirico, dell’uomo che inventò Peter Pan, James Barrie. Colto nel periodo tra un suo smacco teatarle, la crisi che ne derivò e l’intuizione del personaggio che l’avrebbe reso famoso, Peter Pan, il fanciullo eterno. Regia di Marc Forster (Quantum of Solace, World War Z). Con Johnny Depp, l’unico a rendere possibile e credibile un personaggio così. Con lui Kate Winslet, Julie Christie, Dustin Hoffman.

Quanto pesa il suo edificio, Mister Foster?, docu sull’archistar Norman Foster, La Effe, ore 23,05.
Sarà in occasione della settimana del design di Milano che La Effe lo manda in onda o è solo un caso? Lato pubblico e lato privato di una delle più acclamate archistar di fine Novecento e inizio Duemila, l’inglese Norman Foster, cui si devono tra gli altri la cupola del rinnovato Reichstag di Berlino, il discusso Millennium Bridge e l’ancor più discusso ‘palazzo-ananas’ di Londra, l’Hearst Tower di New York, l’aeroporto di Pechino. Ce lo mostra questo documentario del 2010 firmato da Carlos Carcas e Norberto López Amado con ampia intervista in cui Foster parla anche della malattia che lo ha colpito e contro cui ha combattuto.

48 ore di Walter Hill, Rete 4, ore 23,10.
Immenso successo dei primi Ottanta diretto da un Walter Hil che incrocia il predileto genere action-adrenalinico con la commedia, e il risultato è travolgente, grazie anche a un Eddie Murphy qui al suo primo film importante, quello che lo lancerà tra le star di massima serie. Un ruvido poliziottone, Nick Nolte difatti, si fa aiutare da un delinquentello, cui ha fatto ottenere 48 ore di libertà dal cercare in cui è rinchiuso, per acciuffare un pericoloso boss criminale. E la strana, stranissima coppia entra in azione. Con Eddie Murphy che fa del torpiloquio una forma espressiva viurtuosistica e al limite della pura invenzione e creazione. Coppia indissolubile, anche perché il poliziotto si è ammanettato il ladruncolo. Incassi vertiginosi, tant’è che arriverà l’inevitabile sequel, Ancora 48 ore.

When You’re Strange su Jim Morrison, Rai 5, ore 0,09.
Documentario del 2010 che intende restituire alla cronaca e alla storia il vero Jim Morrison, al di là delle mitologizzazioni e manipolazioni successive e, soprattutto, al di là dell’immagine che ne aveva dato Oliver Stone nel suo biopic (in my opinion bellissimo) The Doors. Alla regia ritroviamo il molto indie Tom DiCillo, il cineasta che nel 1991 aveva lanciato nel suo Johnny Suede un ragazzo di nome Brad Pitt. Ma il pilota dell’operazione è Ray Manzarek, che dei Doors era il tastierista: è lui a volere fortissimamente questo When You’re Strange, con l’intento didascalico di spiegare finalmente al pubblico il vero Jim Morrison, di riabilitarlo per quello che soprattutto era, un grande musicista. Mette perciò a disposizione di DiCillo tutto il materiale visivo disponibile sul leggendario rocker, film già visti e anche parecchi inediti, si aggiunge poi come voce narrante Johnny Depp ed ecco pronto il film che aspira ad essere il ritratto ultimativo di Morrison. Il risultato è parecchio interessante, una miniera di rivelazioni e dettagli, solo che qua e là affiora inevitabilmente l’agiografia. Mi sa che era meglio la pazza versione di Oliver Stone.

Tu partirai con me di George Stevens, Rete Capri, ore 21,00.
Rom-com del 1949 di cui nessuno si ricorda più, nonostante la presenza di Robert Mitchum (non così a suo agio nella commedia). Uno di quei film che solo Rete Capri ha il coraggio di mettere in prime time, nel suo ciclo bianco & nero. Un impiegato di un grande magazzine a una giovane vedova di guerra con figlioletto a carico. Tutto comincia col sospetto acquisto da parte di lei di un trenino, seguiranno innamoramento e amore. Sullo sfondo, Natale  a Manhattan. Con Janet Leigh, allora poco più che esordiente.

Vendetta di Stephen Frears, Rete Capri, ore 23,00.
Uno dei film meno ricordati (è del 1984) del grande eclettico Dtephen Frears, uno che ha attraversato ogni possibile genere e ogni possibile declinazione del cinema con la massima disinvoltura,  e spesso con esiti ottimi. In questo film siamo nel territorio del noir, con due killer che riscono a beccare in Spagna un delinquente che ha tradito, e che dev’essere giustiziato. Lo caricano in macchina e via, verso Parigi, in un road movie sui generis. Cast da urlo: Terence Stamp, Tim Roth, John Hurt e l’allora grande vecchio del cinema spagnolo Fernando Rey.

I fantastici 4 di Tim Story, Mtv, ore 21,10.
Tra i meno famosi dei molti film tratti dai Marvel Comics, e però sempre un grande spettacolo. In missione nel cosmo, quattro astronauti si ritrovano nel mezzo di una tempesta energetica che ne modifica il patrimonio genetico, conferendo loro dei superpoteri. Diventeranno un team, i Fantastici 4, impegnati a lottare contro il male, qui incarnato dal dottor von Doom, che stava con loro a bordo dell’astronave e pure trasformato in essere dai superpoteri, però negativi e malvagi. Con Jessica Alba e il Chris Evans oggi Captain America.

The Moth Diaries di Mary Harron, Rai 4, ore 23,40.
Film di vampiri adolescenti, ma stavolta con impronta autoriale. tant’è che questo film venne presentato fuori concorso al Festival di Venezia 2011, dove c’era una notevole attesa per via del rispetto e dello status precedentemente conquistato dalla sua regista, la canadese Mary Harron. Non convinse del tutto, ma resta un prodotto assai dignitoso, che cerca di immettere nel filone diciamo così Twilight qualche pulsazione e vibrazione letteraria e colta, con citazioni da classici come Carmilla di Le Fanu. In un liceo arriva dall’Europa una ragazza misteriosa di nome Ernessa. Resterà assai colpita da lei, e un po’ innamorata, una complicata e piuttosto infelice compagna di scuola di nome Rebecca. La quale, man mano che l’amicizia con Ernessa si fa pià stretta, comincia a deperire, ad emaciarsi. Si insospettisce, e comincia aindagare sullo strano caso, un professore di lettere. Vedibile. Con un qualche sottotesto, m’è parso di capire, lesbico.

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