I migliori film di stasera (sab. 12 apr. 2014) sulla tv in chiaro

Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo!, Rete 4, ore 23,30.
spy_eastwood_dirtyHarry_LGQuando apparve, fu immediatamente adorato e adottato dalle platee dei tutto il mondo, entusiaste nel vedere il protagonista – incarnato da un Clint Eastwood duro e impenetrabile come un totem ligneo arcaico – farsi giustizia da solo sparando proiettili mortali con la sua mitologica Magnum 44. Mentre fu tacciato senza troppi giri di parole di fascismo da molta critica e dal pubblico più socialmente impegnato e sensibile. Usciva, quel film (il titolo originale è Dirty Harry), in un momento in cui la società occidentale entrava in una fase di violenza quotidiana diffusa, come forse mai prima era accaduto. L’ispettore Callaghan (Callahan senza la ‘g’ nell’originale) del film esprime tutti gli incubi che allora assalivano le pubbliche opinioni alle prese con un crimine virulento che assediava (o almeno così percepivano) le loro vite. Dovendo consegnare alla giustizia un ignobile killer seriale che si fa chiamare Scorpio, Callaghan/Eastwood va per le spicce, non si fa molte domande e decide scientemente di andare oltre la legge, convinto che con il garantismo i delinquenti scappino e la facciano franca, e si fa giustiziere in proprio. Applausi dal pubblico globale. Stando a quanto affermato da un suo amico, il killer di Firenze citava frequentemente la scena in cui Callaghan fa fuori un rapinatore nero. Conviene subito sottolineare che Dirty Harry nel film non uccide per razzismo, ma perché crede sia il modo più efficace per sventare in quel momento un crimine. C’è una bella differenza.

Anonymous – L’esercito degli hacktivisti, La Effe, ore 21,05.
Documentario americano del 2012 che ricostruisce nascita, storia, imprese, fatti e qualche misfatto del gruppo autodefinitosi Anonymous, nato in rete nei primi anni Duemila da un pugno di hacker decisi a mettere al servizio delle buone cause politicamente corrette il loro know how di pirati e scassinatori virtuali. Si adotta quella che oggi è onnipresente ma allora un po’ meno, maschera di Guy Fawkes e via con gli hackeraggi eccellenti, le manomissioni di siti, le scorribande tra database di enti, istituzioni, compagnie ritenute portatori insani di colpe e responsabilità ai danni del popolo (della rete e non). Tra i bersagli, Scientology, Sony, Mastercard. Poi arriva la stagione delle rivelazioni che possono fare danni alle potenze, la stagione di quella di Wikileaks per intenderci, e Anonymous pure in quello dà la sua mano. E poi, supporto alle primavere arabe, agli Occupy, alle varie rivolte collettive qua e là per il mondo. Un grande romanzo virtuale, con protagonisti di cui finalmente veniamo a sapere qualcosa. Regia di Brian Knappenberger. Titolo originale, We Are Legion: The Story of the Hacktivists.

Il fiore del male, la7d, ore 21,20.
Veleni e conflitti all’interno di una famiglia borghese di Bordeaux, capitanata dalla matriarca Suzanne Flon, nome leggendario del cinema francese. Alla regia – chi se no? – Claude Chabrol, che firma uno dei suoi memorabili film (siamo nel 2002) sui vizi e le tare nascoste dietro le facciate dei palazzi rispettabili. Vedere al lavoro Chabrol, uno dei padri fondatori della Nouvelle Vague, è sempre un piacere, per come sa dipanare le vicende dei suoi personaggi e metterle in scena: con una clarté e una (apparente) linearità tutte francesi, da uomo dei lumi. Anche se ad attrarlo sono le ombre. Con Nathalie Baye e Benoît Magimel.

Sfida nella città morta, Rai Movie, ore 23,10.
Uno dei grandi western di John Sturges, il regista (tra l’altro) di I magnifici sette e di La grande fuga. Del 1958, quindi già in una fase matura del genere, una fase meditativa e riflessiva dove a dominare sono il clima crepuscolare e caratteri complessi, percorsi e corrosi dalla vendetta, dall’avidità, da ogni possibile passione. Jack se ne va col malloppo della banda con cui lavorava. Diventerà sceriffo, si accaserà con una brava ragazza. Ma il passato ritorna e non perdona. E difatti Clint, il capo della banda, si rifà vivo a presentare il conto. Bellissimo titolo italiano. Con due grandi come Robert Taylor e Richard Widmark.

La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell, Mtv, ore 23,35.
Tratto da una graphic novel di Alan Moore, una ricostruzione tra nebbie, vapori e oscurità in puro steampunk della Londra vittoriana con incorporato l’assassino seriale più famoso di sempre. Con Johnny Depp detective che, dopo tanti film con Tim Burton, si ritrova perfettamente a suo agio nelle più lugubri atmosfere e fa già le prove per Sweeney Todd. Visivamente molto riuscito, eppure non fu un successo. Da riscoprire. Regia dei fratelli Allen e Albert Hughes.

Wristcutters – Una storia d’amore, La Effe, ore 23,40.
Sundance-movie del 2006, ultra-indie e mai pervenuto, a quanto ricordo, nei cinema italiani. Un piccolo cult, e un piccolo caso. Per come tratta, attraverso il surreale, un tema sensibile quale il suicidio. Come si intuisce dal titolo, che vuol dire quelli che si tagliano i polsi. Il film immagina che ci sia un mondo parallelo, un al di là, in cui gli wristcutters si ritrovano e vivono un’altra vita, in cerca di una felicità negata o non trovata nell’al di qua, ma anche ripercorendo paure e angosce del mondo che hanno lasciato. Dove adesso si trovano, tutto è senza luce, come depotenziato. Il suicida Zia si mette sulle tracce della sua ex Desirée. Incontrerà, in questo viaggio da nuovo Orfeo, altri che si sono ammazzati, come un bizzarro musicista ukraino (e la musica difatti è quella dei Gogol Bordello). Dirige Goran Dukić. Soggetto dell’israeliano Etgar Keret, scrittore, autore di graphic novel. Attenzione: partecipazione eccellente di Tom Waits.

The Descent, Rai 4, ore 0,20.
Non snobbiamolo, per favore: è uno dei migliori horror della scorsa decade. Un gruppo di ragazzi scende in una grotta dei Monti Appalachi (ma non sanno che la zona è pericolosa? non hanno mai visto Un tranquillo weekend di paura che si svolge proprio da quelle parti?) e ne succedono di ogni, come il canone dell’horror esige. Però questo non è per niente dozzinale. Anche qui, come nello spagnolo La notte dei girasoli, torna il topos letterario della grotta come luogo di disvelamento dell’inconscio e del non detto, vedi Passaggio in India di Edward Forster e Il labirinto oscuro di Lawrence Durrell.

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