Cannes 2014. INCOMPRESA di Asia Argento (recensione) ha ricevuto un grande applauso e non è quel film maledetto che ci si aspettava

a8b3b390ba7fc094149d33d065bb5306Incompresa, un film di Asia Argento. Con Giulia Salerno, Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko, Gianmarco Tognazzi, Anna Lou Castoldi, Carolina Poccioni, Max Gazzé. Presentato a Un certain regard.
4b759fdf9d0e6ecd49e1ddc44eb29b8fUna ragazzina di nove anni con due sorelle e un padre e una madre troppo egoriferiti per accorgersi di lei. La sorpresa è che, con un materiale così, Asia Argento non batte la strada nel melodramma familiare, ma preferisce buttarla con leggerezza in commedia e classico coming-of-age, anche senza perdere di vista la solitudine della sua protaonista. Film garbato e però anche abbastanza anonimo. Voto 6 meno
6b82332c68daf4beacf7213a643fbc4eCi ha sorpreso tuti, Asia Argento, con questo film per niente maledetto, musone, dark, (melo)drammatico, come c’era da aspettarsi invece date le premesse. Per premesse intendo la fama sulfurea di Asia e il titolo, Incompresa, citazione dell’Incompreso lacrimosissimo di Comencini (che la ragazzina potagonista a un certo punto guarda in tv), cosa che dunque lasciava presagire un cupo interno di famiglia con bambini e bambine ignorati e trascuratie dai genitori e avviati a una tristerrima conclusione. Asia Argento ha smentito categoricamente che ci sia qualcosa di autobiografico in questa storia, dunque dobbiamo toglierci dalla testa che il padre e la madre del film – lei pianista, lui un attore – siano simili, anche solo alla lontana, di quelli celebri della regista, ovvero Dario Argento e Daria Nicolodi. Aria (che mi par di ricordare fosse il nome che i genitori di Asia originariamente le volevano dare) ha nove anni, vive nella sua instabile famiglia con una sorella, Donatina, avuta dalla madre da un precedente uomo e un’altra, Lucrezia, avuta dal padre da un precedente matrimonio. La complicazione sta tra i due grandi, più che tra le tre ragazzine. La madre è una frikkettona de sinistra (dappertutto poster maoisti, guevaristi ecc.) anche parecchio strafattona che cambia spesso partner, il padre pensa soprattutto al suo lavoro e alle sue ossessioni – è un supertizioso compulsivo – rinfacciando continuamente alla compagna le avventure sessuali e l’uso e abuso di sostanze alteranti. Non può durare, e difatti i due si separano. Aria resta in casa della madre, ma non sarà mica facile convivere con quella narcisa autoriferita e spesso assente per viaggio di lavoro o di piacere. Sicché le molte volte in cui non c’è è costrtta a trasferirsi dal padre, con cui però la relazione è altrettanto turbolenta. Né di qua né di là, insomma. Né col padre né con la madre Aria riesce a stare decentemente. Il bello del film è che simili faccende vengono raccontate con una certa levità in tono più da commedia che da dramma, e solo nel finale il clima si farà più pesante. Aria è una ragazzina tuttosommato solida che si barcamena come può in quel disequilibrio di famiglia. Asia Argento accumula piccolo dettagli, microstorie, microeventi, personaggi collaterali, in una commedia umana di adulti, quasi tutti egoisti se non corrotti, visti dai bambini che si devono arrangiare a sopravvivere con le propri risorse. Alcuni passaggi non sono niente male, come il personaggio del giovane musicista punk ennesimo amante di mamma che in realtà è un bravo ragazzo cui Asia e la sorella si affezionano subito, e alle quali anche lui si affeziona. Il resto son luoghi abbastanza comuni di un qualsisi coming-of-age, la cotta con il ragazzino biondo che però disdegna Aria, e via così. La pista dei genitori narcisi viene purtroppo a un certo punto trascurata a favore di un certo bozzettismo ovvio su problemucci ragazzineschi. Però il film si lascia vedre con piacere, è girato discretamente senza ubbie autoriali, ma anche senza una forte impronta personale, è semplice ed efficace. Chi si aspettava un film antipatico da Asia Argento si ricrederà. Potrebbe essere il suo primo film da regista a piacere al pubblico.

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