Cannes 2014. Tra Sofia Loren e Godard ho scelto Godard

Adieu au langage, di Godard

Adieu au langage, di Godard

lorenIeri, mercoledì 21, qui a Cannes l’alternativa del diavolo. Ore 16, proiezione, in assenza del maestro, del nuovo film di Jean-Luc Godard Adieu au langage (in concorso!). Ore 16.45 in Sale Bunuel masterclass di Sofia Loren con proiezione del corto La voce umana dov’è diretta dal figlio Edoardo Ponti e della versione restaurata di Un matrimonio all’italiana. Impossibile per problemi di oraio partecipare all’uno e all’altra. Si doveva scegliere e io, come une enorme folla che si è riversata alla Sale Lumière dov’era programmato Adieu au langage, ho scelto Godrad. Che è un mito, una cui bisogna riconoscere di aver scardinato i codici del cinema e averli reinventati, e che ancora, a 84 anni, si diverte a farlo. Il suo film, di cui cercherò di render conto in una recensione, è oltre ogni regola e ogni buona creanza cinematografica, un oggetto quasi impossibile da raccontare. Con però accensioni e visioni e momenti in cui il genio di Godard sa ancora esprimersi. Alla fine standing ovation agli attori e produttori presenti, ma il vero destinatario era lui, il grande assente, Jean-Luc. E che Sofia mi perdoni.

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