Il film da non perdere stasera in tv: MARS (lun. 2 giug. 2014)

Mars – Dove nascono i sogni, La Effe, ore 21,10.
Schermata 2014-06-02 alle 11.59.12Schermata 2014-06-02 alle 11.59.03Mars_11Praticamente sconosciuto in Italia, uscito difatti un bel po’ di tempo fa solo in dvd. Un samizdat del cinema russo primi anni Duemila (Mars è del 2004). Una commedia con qualche deriva e scivolamento nel (sur)realismo magico e nell’estetica caramellata alla Amélie. Certo un racconto bizzarro e fuori schema a opera di una regista armena, Anna Melikian, non così prolifica (tre film al momento), ambientato, ebbene sì, in Crimea. Una Crimea decisamente russofona e russofila (c’è pur una barista innamorata di Putin, e chissà come sarebbe contenta adesso che, con l’aiuto di soldati russi senza segni di riconoscimento e un referendum fin troppo abilmente gestito, la sua penisola è stata riattaccata alla Madre Russia), e qui sarebbe il caso di guardare il film anche cercando di cogliere qualche sottotesto o allusione o atto mancato o lapsus che ci faccia capire le sotterraneee tensioni tra anime russa e ucraina. In Crimea, allora, che per il popolo russo è sempre stata quella che è la Florida per gli americana, la terra del sole e del mare, e del sogno vacanziero. Arriva nella piccola città di Mars – che si chiamava Marks, come il barbuto nume della rivoluzione comunista, ma poi dalla scritta della stazioncina è caduta la K – un pugile moscovita in fuga da una carriera a picco e dal suo boss semimafioso. Si ritroverà come scagliato in una dimensione semi-onirica, in una realtà cangiante e buffa, di strani personaggi e strane situazioni. Una madre e una figlia che aspettano un francese che le corteggi e le porti via, un giovane indealista innamorato di una libraia, la suddetta barista pazza per il nuovo zar Wladimir Putin, e intanto nel locale cinemino si guarda e riguarda Casablanca. Si sogna un altro mondo, un altro posto. Un altrove per tutti. La gran parte degli abitanti lavora nella locale fabbrica di peluche, e, visto che la crisi economica ha fatto riprecipitare l’area nell’economia del baratto, gli operai vengono (anche) pagati con i giocattoli pelosi, più soldi devono incassare e più grandi sono gli orsacchiotti e gli altri peluche. Il pugile stanco suscita tempeste ormonali nel genere femminile di Mars, la sua percezione è alterata dal suo daltonismno, il che consente alla regista fantasmagorie e surrealtà coloristiche. Una commedia che si inscrive nel solco letteraria russo dell’uomo venuto in provincia dalle capitali (L’ispettore generale di Puskin). Film per niente medio, da vedere.

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