Milano, ‘Cannes e dintorni’. Il programma, con i 10 film da non perdere

'Winter Sleep' di Nuri Bilge Ceylan, Palma d'oro a Cannes 2014.

‘Winter Sleep’ di Nuri Bilge Ceylan, Palma d’oro a Cannes 2014.

Come già scritto in un precedente post, è stato svelato oggi il programma di Cannes e dintorni, la rassegna che porta anche quest’anno a Milano una scelta dei film presentati sulla Croisette, tra Concorso, fuori concorso e Un certain regard. Più una nutrita rappresentanza – dieci titoli – dalla Quinzaine des réalisateurs con cui la manifestazione milanese ha tradizionalmente un rapporto privilegiato, più qualcosa (un solo film) dalla Semaine de la critique. C’è la Palma d’oro Winter Sleep del turco Nuri Bilge Ceylan, e già questa è una notizia, più alcuni titoli davvero altissimi, da Deux jours, une nuit dei fratelli Dardenne al russo Leviathan a Mommy di Xavier Dolan. Mancano, tra le cose importanti della competizione, Adieu au langage di Godard, Foxcatcher e Saint Laurent. Di Un certain regard c’è un solo film, un po’ poco, anche se si tratta del vincitore della sezione, il francese Party Girl. Quanto ai dintorni, son rappresentati dal giapponese Thermae Romae II, vincitore di un premio al Far East Festival di Udine. Molti dei film in programma li ho già visti a Cannes, anche se alcuni della Quinzaine là me li son persi e cercherò di recuperarli qui. Ecco la mia personale classifica dei dieci film che non vi dovete perdere (cliccando sul link leggerete la mia recensione da Cannes).

1) Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan, Palma d’oro di Cannes 2014.
Bellissimo. Indispensabile. Anche se dura tre ore e venti.
2) Deux jours, une nuit (Due giorni, una notte) dei fratelli Dardenne.
Un film che potrebbe ripercorrere il cursus honorum internazionale di Amour di Haneke.
3) Leviathan di Andrey Zvyagintsev
Poderosa, tostissima opera russa sulla corruzione e le prepotenze ai tempi di Putin. Sarà un successo internazionale.
4) Mommy di Xavier Dolan.
Ennesimo grande film del 25enne wunderkind di Montreal, premio per la migliore regia ex aequo con il Godard di Adieu au langage.
5) National Gallery di Frederik Wiseman.
Uno dei grandi documentaristi viventi in una delle storiche istituzioni culturali britanniche. Tre ore.
6) Sils Maria di Olivier Assayas.
Uscito dal concorso senza premi, ma, attenzione, è bellissimo. Uno dei film più sottostimati del festival da parte dei critici italiani.
7) Relatos Salvajes di Damian Szifron.
I mostri in versione argentina. Il film rivelazione del concorso 2014.
8) Les Combattants di Thomas Cailley.
Il trionfatore della Quinzaine: tre premi su tre. Il più votato dal pubblico. L’ho visto, ma non ce l’ho fatta ancora a recensirlo. Una rom-com assai speciale tra una ragazza molto tomboy e un ragazzo timido ma tenace.
9) Pride di Matthew Warchus.
Queer Palm. Il primo Gay Pride, nell’Inghilterra thatcheriana del 1984.
10 ex aequo) Alleluja di Fabrice Du Welz.
Un altro film inquietante dalla cinematografia belga. Le oscure complicità di una strana storia d’amore.
10 ex aequo) Timbuktu di Abderrahmane Sissako.
Dal Mali un film importante, anche se discutibile per i suoi eccessi estetizzanti, sull’offensiva islamista nell’Africa subsahariana.

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