Surviving Picasso, Iris, ore 21,01.
Un pezzo nella vita di Pablo Picasso, raccontato non attraverso le sue opere ma i suoi amori, o almeno alcuni dei suoi amori. Dirige (siamo nel 1998) il troppo sottovalutato James Ivory, bollato come regista calligrafico ed esteriore, e invece curioso esploratore di un vasto spettro di storie, trame, caratteri (certo, sempre impeccabilmente impaginati). Base di partenza stavolta è un libro di Arianna Huffington, non ancora domina e dominatrix dell’Huffington Post, in cui si osservano Picasso durante la guerra (la seconda), l’amore in corso con la sua modella e musa Dora Maar, l’amore nascente con la giovanissima Françoise Gilot da cui il pittore avrà Claude e Paloma. Ma già per l’incontenibile genio e womanizer compulsivo si profila Jacqueline Roque, e anche con lei ci sarà una storia. Il rischio di una simile operazione è quello del genio spiato attraverso il buco della serratura. Ma Ivory ha un’eleganza che gli consente di surfare sul ghiaccio sottile del gossip e del voyeurismo senza profondare, potendo oltretutto contare sulla sua sceneggiatrice di fiducia Ruth Prawer Jhabvala, una garanzia. Anthony Hopkins è Picasso, Julianne Moore è Dora Maar.
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