Film stasera sulla tv in chiaro: TROPICI di Gianni Amico (giov. 26 giu. 2014)

Tropici di Gianni Amico. Rai Movie, ore 1,15.
tropiciUno di quei film sessantottini che facevano impazzire i cinefili più militanti di allora, anime perennemente vaganti tra cineforum e sale d’essai e festival engagé. Eppure Tropici di Gianni Amico, regista di pochi film e sceneggiatore per Bertolucci del meraviglioso di Prima della rivoluzione, è anche il primo film prodotto per il cinema dalla Rai, la più allineata istituzione culturale di casa nostra. Contraddizione massima. Ma quelli (Tropici è del 1969) erano i tempi, e decidete voi se belli o brutti. Girato naturalmente nel più austero bianco e nero, il film di Amico racconta di un’odissea di famiglia di poverissima gente nel Brasile ancora ultimo mondo, eppure già con sacche e isole di arrembante modernità e sviluppo accelerato per quanto diseguale. Un prodotto italiano che mima però i capolavori del Cinema Nôvo brasiliano anni Sessanta di Glauber Rocha e compagni, e con esso si confonde, fino a sembrarne parte integrante a tutti gli effetti (e alcuni archivisti del cinema lo catalogano in quel movimento). Ma ci sono anche echi del cinema etnografico di Jean Rouch, in quegli anni assai influente. Una famiglia di campesiños e mandriani del nord-est, l’area più misera e affamata del Brasile, si ritrova senza lavoro. Intraprenderà un lungo viaggio verso sud, prima in direzione Recife poi San Paolo, in cerca di nuove opportunità. Affinità con Furore di John Ford. Una storia di migrazione classica, ma da Nord a Sud, invertendo la traiettoria di molti film italiani sul tema (penso a Rocco e i suoi fratelli). Naturalmente sarà anche un viaggio (in camion) attraverso un paese immenso e enormemente diversificato, con un approccio documentaristico al paesaggio e alle esistenze individuali e collettive-comunitarie. Non so se sia un capolavoro – io me lo ricordo austero e bellissimo – , certo restituisce la temperie culturale di quel tempo come pochi film. Gianni Amico avrebbe poi girato pochissimo, però almeno va ricordato il suo film in più puntate (o sceneggiato) per la Rai Le affinità elettive da Goethe, con una giovanissima Francesca Archibugi, rigoroso come uno Straub e di assoluta, sobria eleganza.

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