In America critici entusiasti di BOYHOOD di Linklater. Il film dell’anno?

20148190_1Al festival di Berlino, dove ha sfiorato l’Orso d’oro, è piaciuto immensamente a tutti, stampa e pubblico (ecco la mia recensione da lì). Lo stesso poco prima al Sundance. Adesso Boyhood è finalmente uscito nei cinema americani (noi lo vedremo dal 16 ottobre), in un numero limitato di sale, come si conviene ai film autoriali. Solo domenica sera si avrà notizia dell’andamento al box office, intanto va registrato l’enorme interesse suscitato dal film di Richard Linklater presso la stampa americana (e, più in generale, anglofona). Critiche tutte pro, molte addirittura entusiastiche. Tant’è che Metacritic assegna lo score incredibile di 99 (la media dei vioti assegnati in centesimi dalle 29 reviews prese in considerazione) e Rotten Tomatoes addirittura il 100%. Numeri che non si vedevano da una vita. Il che ha creato un’attesa enorme, e stiamo a vedere adesso se un simile buzz  si tradurrà in dollari di biglietti venduti.
Boyhood è davvero qualcosa di mai visto al cinema (solo la saga dei tre Before dello stesso Linklater gli assomiglia), la storia di un ragazzino dai 6 ai 18 anni (e della sua famiglia: sorella maggiore e genitori separati) filmata con gli stessi attori dal regista per la bellezza di 12 anni. Sicché noi vediamo il protagonista e la sorella diventare grandi, papà e mamma farsi più maturi. Risultato frutto di un lavoro pazzesco di Linklater, che ogni anno per dodici anni ha richiamato sul set i suoi quattro interpreti – Ethan Hawke e Patricia Arquette sono i genitori – facendo man mano evolvere la storia intorno a loro, storia totalmente fictionale, è il caso di precisare. Vi assicuro che è emozionante – parola che non mi piace e che faccio fatica a spendere, ma in questio caso ci vuole – vedere Mason (e il giovane attore che lo interpteta, Ellar Coltrane) passare da bambino ad adulto, dalle elementari alla partenza per il college, come in un album o videoteca di famiglia. E appuntatevi la data della sua uscita italiana. Ripeto: 16 ottobre. Peter Bradshaw conclude la sua recensione sul Guardian (5 stelle su 5) con “it is one of the great films of the decade”, difficile non essere d’accordo.

Questa voce è stata pubblicata in anteprime, cinema, Container, festival, film e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.