LocarnoFestival2014: THIRST con Melanie Griffith (recensione)

Thirst (Sete) di Rachel McDonald. Con Melanie Griffith, Josh Pence. Sezione Pardi di domani.OC764068_P3001_185255OC764066_P3001_185254
Andato a vederlo perlopiù per capire cosa ci facesse mai in un corto (23 minuti), una star decaduta e fors’anche in caduta libera – specie dopo le recenti news di separazione da Antonio Banderas – come Melanie Griffith, le cui ultime foto più o meno rubate ce l’avevano mostrata ridotta a un cumulo di macerie chirurgo-estetiche (e vien la pelle d’oca, avendola rivista non molti giorni fa su una qualche tv come splendente teenager esordiente in Bersaglio di notte di Arthur Penn). Invece Thirst, al di là della curiosità vouyeuristica, è un bel film, una buonissima sorpresa. Girato da una donna, e il sottolinearlo una volta tanto non è inutile né virtuosamente e insopportabilmente politically correct. L’autrice ha una pietas, una vicinanza (no, non scriverò empatia neanche sotto tortura) con i suoi personaggi che forse han davvero a che fare con il femminile. Un ragazzo di nome Billy, peraltro fichissimo, sta per buttarsi dal ponte poi, come in Meravigioso di Modugno, qualcosa o qualcosa gli fa cambiare idea. Disperato per mancanza di lavoro, trova un barista di evangelica bontà (questo è un film a mio parere percorso da amore cristiano, di uno sguardo caritatevole, moneta rarissima di questi tempi, soprattutto al cinema) che lo indirizza verso un altro bar dove c’è un posto libero. Prende a lavorarci, ma il posto è di quelli alla Bukowski, approdo di alcolisti terminali cui il barista non deve far altro che distribuire la sopradose quotidiana e letale, tutti in disfacimento e in attesa di quel che inevitabilmente verrà, la morte. Il bravo ragazzo diventato barista conosce un’alcolista anche prostituta con i clienti, ed è Melanie Griffih, una presenza che ti si incide dentro, dolente, straziante. Con quella faccia devastata prestata al dolore del suo personaggio, e al dolore del mondo si potrebbe dire. Succede un unizio di qualcosa tra lei e Billy, ma il resto sono solo bicchieri da riempire. Onore a Griffith per il coraggio.

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