LocarnoFestival2014: i 5 film che ho visto oggi venerdì 8 agosto

Ventos de Agosto

Ventos de Agosto

Come al solito, parlo delle proiezioni stampa, in anticipo di un giorno su quelle del programma ufficiale.
ore 9,00: Ventos de agosto di Gabriel Mascaro. Brasile. 77 minuti. Concorso internazionale.
Persone, fatti, cose in un villaggio di mare nel Nord-est brasileiro. Tra documentario etnografico e fictionalizzazione, in un métissage che oggi è uno dei territori più trafficati dal cinema giovane-e-nuovo internazionale. Il risultato qui è non è esaltante, ma gradevole sì. Con alcune bizzarrie ben riuscite (lo studioso dei venti per esempio). L’amore si fa al meglio distesi su un carico di noci di cocco, prendere nota.
ore 14,00: Durak (The Fool) di Yuri Bykov. Russia. 116 minuti. Concorso internazionale.
Il gran colpo di gong di questa giornata. Tostissimo film russo. Un uomo solo contro la corruzione di una città. Storia molto simile a quella di Leviathan visto lo scorso maggio a Cannes. Possibile vincitore, grandi applausi alla proiezione stampa (è la prima volta quest’anno). Gli nuoce l’eccesso didascalico. Se solo il regista avesse praticato l’arte del non-detto, dell’ellissi, avremmo avuto un capolavoro. Ma va bene anche così.
ore 16,5: La creazione di significato di Simone Rapisarda Casanova, Italia, 95 minuti. Cineasti del presente.
Il titolo più pomposo e pretenzioso del festival è di questo film di un regista siciliano emigrato in Canada. Docu su un uomo che vive e lavora sulle montagne dell’entroterra della Versilia. Il modello – immagino –  sono i film di Michelangelo Frammartino, purtroppo qui il risultato è assai inferiore. Terribile e interminabile il dialogo tra il (chiamiamolo) protagonista e il giovane papà tedesco.
ore 18,00. Hold Your Breath Like a Lover di Kohei Igarashi. Giappone, 85 minuti. Cineasti del presente.
Altro che Lav Diaz, il film più estremo e spiazzante di Locarno 67 è questo. Che cos’é? Non si sa, non s’è capito. Uomini, donne e fantasmi in una fabbrica da una qualche parte del Giappone. Film-enigma salvato dallo stile. Attenzione, potrebbe essere nato un autore. Fughe di massa dalla sala.
ore 21,00. Hin und Weg (Tour de force) di Chistian Zubert. Germania, 95 minuti. Sezione Piazza Grande.
Un trentenne malato di Sla decide di andare in Belgio a farsi praticare il suicidio assistito. Coinvolgerà in una biciclettata verso quella che sarà la sua ultima tappa gli amici più cari. Filmicamente mediocrissimo. Ma importante e sintomatico per come sdogana e confeziona a uso del grande pubblico un tema cruciale. Un film che potrebbe diventare un caso.

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