LocarnoFestival2014. Recensione: FIDELIO, L’ODYSSEE D’ALICE. Gi amori di una ragazza-marinaio

OC759873_P3001_184075Fidelio, l’Odyssée d’Alice, un film di Lucie Borleteau. Con Ariane Labed, Melvil Poupaud, Anders Danielsen Lie. Concorso internazionale.
OC766392_P3001_186062Alice, marinaia su un cargo chiamato Fidelio, e i suoi amori: il fidanzato Félix rimasto a terra, il capitano, un ragazzo della ciurma. Marivaudage sul mare, in un film fatto di niente, che però quel niente lo racconta con grazia. Voto 6
OC766390_P3001_186060Una giovane donna dagli amori plurali, indecisa su quale scegliere e su quale sia davvero il suo uomo. Le solite trame e inconstanze del desiderio, il solito marivaudage che, più o meno squisitamente, riemerge a cicli nelle narrazioni francesi. Operazione nella quale, si sa, la bontà del risultato dipende dallo scintillio dei dialoghi, dalla leggerezza del tocco, dalla capacità di rivelare attraverso il futile qualche anfratto ben nascosto di cose e persone. Surf sulle onde, meglio però se in trasparenza si intraveda la profondità e il brulichio di forme di vita là sotto. Perdonate la metafora marina (ogni tanto ci casco), ma stavolta non è poi così fuori luogo. Perché questo film tratta di mare, navigazioni, e di una donna-marinaio, imbarcata come meccanico su un cargo rugginoso chiamato Fidelio, vagante tra porti africani, mediterranei e baltici. Alice è bella e elegante, è Ariane Labed difatti, e chissà peché ha deciso per mstiere di infilarsi in quelle tute blu. Brava è brava, rispettata da colleghi e dall’intera crew, di cui fan parte anche molti filippini cui toccano i mestieri più bassi e che inroducono nella vita della nave una nota di magia, di animismo, e canti strani, e la loro lingua arcana. Alice ha lasciato a terra l’innamoratissimo Félix, fumettista norvegese approdato in Francia, e però incontra sul Fidelio proprio il suo ex, ora capitano, e non ci pensa su un attimo a infilarsi nel suo letto. Le marinaie son come i marinai, ci lascia intendere la regista. Se è per questo, Alice non si negherà nemmeno una scopata con un altro ragazzo della ciurma. La raggiunta parità nella professione produce quella nella libertà amorosa: sarà questo il senso del film? Che non è granché, ma ha una sua grazia. La vita in mare è ben resa nella sua sospensione, anche delle regole, nel suo essere zona franca nelle faccende di sesso e amore. Non ci si annoia mai a seguire l’intreccio di piccole storie e trame, i caratteri maggiori e minori. Cinematograficamente, la cosa più interessate è la commistione di documentarismo (il lavoro quoidiano sulla nave) e di parti fictionalizzate. Come capitano ritroviamo Melvil Poupaud, uno degli attori più engagé di Francia, visto nel Rifugio di Ozon e quale transgender nel bellissimo Laurence Anyways di Xavier Dolan.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, festival, film, recensioni e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a LocarnoFestival2014. Recensione: FIDELIO, L’ODYSSEE D’ALICE. Gi amori di una ragazza-marinaio

  1. Pingback: LocarnoFestival2014: la mia classifica dei film del concorso (a lunedì 11 agosto) | Nuovo Cinema Locatelli

  2. Pingback: LocarnoFestival2014: LA MIA CLASSIFICA dei film del concorso a giovedì 14 agosto | Nuovo Cinema Locatelli

  3. Pingback: LocarnoFestival2014. LA MIA CLASSIFICA FINALE dei film del concorso | Nuovo Cinema Locatelli

  4. Pingback: LocarnoFestival2014: PREMI E VINCITORI. Il Pardo a Lav Diaz, ovviamente | Nuovo Cinema Locatelli

  5. Pingback: I film di Venezia e Locarno a Milano – Recensioni dei film di oggi lun. 15 sett. | Nuovo Cinema Locatelli

Rispondi