LocarnoFestival2014. C’è anche il coreano di tre ore (non solo il filippino di sei)

'Alive' del coreano Jung-bum Park

‘Alive’ del coreano Jung-bum Park

Certo, niente può competere in questo Locarno Festival come esperienza estrema con le cinque ore e quaranta minuti (in bianco a nero, ad aumentare l’austerità e la penitenza nostra) dell’ormai mitologico From What Is Before di Lav Diaz, però stamattina c’è stata un’altra bella sfida, la proiezione stampa del coreano Alive, 178 minuti di un dramma naturalistico-proletario in una landa desplata oltre Seoul. In concorso. Screenenig sadicamente fissato dai programmatori alle ore 8,00. Oltretutto, pioveva che dio la mandava, e i trenta, mica di più, arrivati sotto l’acqua torrenziale al Kursaal almeno la medaglietta di cinefili veri e un po’ matti se la meritano (ce la meritiamo). Avvertenza, nel caso troviate online tra qulche ora decine e decine di recensioni di Alive, diffidate. L’abbiamo visto in pochi, soprattutto italiani.

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