39 film assolutamente da vedere secondo Scorsese. Però, quante esclusioni eccellenti

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'Nosferatu' di Murnau (1922)

‘Nosferatu’ di Murnau (1922)

'Blow up' di Antonioni (1966)

‘Blow up’ di Antonioni (1966)

'Il matrimonio di Maria Braun' di Fassbinder (1979)

‘Il matrimonio di Maria Braun’ di Fassbinder (1979)

La lista non è nuova, intendiamoci. Anzi, se volete tutta la storia, eccola qua (la prendiamo da IndieWire/The Playlist). Qualche anno fa un giovane filmmaker di nome Colin Levy scrisse a Martin Scorsese chiedendogli di indicargli quali film avrebbe dovuto assolutamente vedere per farsi un’educazione cinematografica comme il faut. Il grande rispose, anche se non direttamente, ma attraverso un sua assistente. La quale per conto di Scorsese allegò una lista di 39 film, solo in lingua straniera però (per quale motivo siano stati esclusi i film in inglese non si sa). Qualcuno ha insinuato fosse un falso, nonostante Colin Levy avesse sempre allegato come prova di autenticità la copia che della lettera (vedi in basso), e nonostante non sia mai arrivata la smentita di Scorsese. Adesso la lista è stata rilanciata da Cinephilia & Beyond, Colin Levy l’ha retwittata, insomma è ritornata a galla e sta vivendo la sua seconda vita. Occasione per ridare un’occhiata alla Scorsese’s List, anche per capire quali siano i suoi orientamenti e gusti in fatto di classici.

1. Nosferatu (1922) – F.W. Murnau
2. Metropolis (1927)- Fritz Lang
3. Il dottor Mabuse (1922) – Fritz Lang
4. Napoléon (1927) – Abel Gance
5. La grande illusione (1937)– Jean Renoir
6. La regola del gioco (1939) – Jean Renoir
7. Amanti perduti (Les Enfants du Paradis) (1945) – Marcel Carné
8. Roma città aperta (1945) – Roberto Rossellini
9. Paisà (1946) – Roberto Rossellini
10. La terra trema (1948) – Luchino Visconti
11. Ladri di biciclette (1948) – Vittorio De Sica
12. Umberto D. (1952) – Vittorio De Sica
13. La bella e la bestia (1946) – Jean Cocteau
14. Viaggio a Tokyo (1953) – Yasujirō Ozu
15. Vivere (1952) – Akira Kurosawa
16. I sette samurai (1954) – Akira Kurosawa
17. I racconti della luna pallida d’agosto (1953) – Kenji Mizoguchi
18. L’intendente Sansho (1954) – Kenji Mizoguchi
19. Anatomia di un rapimento (1963) – Akira Kurosawa
20. I soliti ignoti (1958) – Mario Monicelli
21. Rocco e i suoi fratelli (1960) – Luchino Visconti
22. I 400 colpi (1959) – François Truffaut
23. Tirate sul pianista (1960) – François Truffaut
24. Fino all’ultimo respiro (1960) – Jean-Luc Godard
25. Bande à part (1964) – Jean-Luc Godard
26. Il Sorpasso (1962) – Dino Risi
27. L’avventura (1960) – Michelangelo Antonioni
28. Blow Up (1966) – Michelangelo Antonioni
29. Prima della rivoluzione (1964) – Bernardo Bertolucci
30. Il tagliagole (1970) – Claude Chabrol
31. Weekend (1967) Jean-Luc Godard
32. L’impiccagione (1968) – Nagisa Ôshima
33. Il mercante delle quattro stagioni (1971) – Rainer Werner Fassbinder
34. La paura mangia l’anima (1974) – Rainer Werner Fassbinder
35. Il matrimonio di Maria Braun (1979) – Rainer Werner Fassbinder
36. Nel corso del tempo (1976) – Wim Wenders
37. L’amico americano (1970) – Wim Wenders
38. L’enigma di Kaspar Hauser (1974) –Werner Herzog
39. Aguirre, furore di Dio (1972) –Werner Herzog

Chi c’è. Non è un elenco così sorprendente, visto che Martin Scorsese si attiene con una certa fedeltà a quello che è il canone consolidato. I nomi presenti godono tutti della fama di maestri, i titoli, salvo qualche rara eccezione, sono puntualmente citati in ogni storia del cinema, vecchia o nuova che sia (penso all’abbastanza recente History of Film di Mark Cousins). Devo dire che da Scorsese mi sarei aspettato qualche scostamento più marcato, qualche deviazione imprevedibile, qualche eccentricità in più. In fondo si procede per blocchi fortemente stabiliti, accettati e condivisi. L’espressionismo tedesco, il cinema francese entre deux guerres. Continuando con il neorealismo (con due film del suocero Roberto Rossellini), la Nouvelle Vague, il cinema italiano autoriale anni ’60 (commedia inclusa), il nuovo cinema tedesco, la triade del cinema giapponese classico (Mizoguchi, Kurosawa, Ozu, con una predilezione per Kurosawa rispetto ad Ozu). Le relative, molto relative sorprese sono Prima della rivoluzione di Bertolucci al posto di Il conformista; L’impiccagione di Nagisa Oshima al posto di L’impero dei sensi e La cerimonia; Il tagliagole di Chabrol che credo pochi avrebbero inserito in un elenco così selezionato. Supisce anche Tirate sul pianista, non proprio il Truffaut di più alto status. Ottime le tre citazioni di Godard, incluso il meraviglioso e spesso dimenticato Weekend, un capolavoro vero. Forse due film del sopravvalutato Wim Wenders sono troppi (però c’è il suo migliore, Nel corso del tempo, non il piacionissimo Il cielo sopra Berlino). Mai mi sarei aspettato che il solido Scorsese amasse l’arabescato La bella e la bestia di Cocteau, ma va benone, intendiamoci. Bello che ci siano ben tre film dell’enorme Fassbinder, compreso il suo capolavoro assoluto, La paura mangia l’anima. Non so se avete notato, ma il film più recente è datato 1979 (Il matrimonio di Maria Braun). Come se da allora nel cinema mondiale non fosse più successo niente di rimarchevole. Ma Kieslowski? Kiarostami? Forse lo sguardo di Scorsese è condizionato dalla sua appartenenza generazionale, dalla sue frequentazioni delle sale di New York prima e poi dei cineclub (o di qualsiasi altro equivalente americano). Poco rappresentato (Cocteau, Murnau/Nosferatu e qualcos’altro) il cinema fantastico e/o visionario. Il probo Scorsese si attiene al modello del cinema come racconto in primis del reale.
Le esclusioni eccellenti sono queste. Un paio soprattutto, davvero clamorose: Federico Fellini e Ingmar Bergman. Nella Scorsese’s List non c’è posto per due che, piaccia o meno, qualche traccia nel cinema l’han lasciata. Manca anche un altro grande del Nord, Carl Theodor Dreyer, manca un maestro dell’ascesi e del rigore come Robert Bresson. Tagliati fuori Luis Buñuel, Alain Resnais, Andrej Tarkovsky. Per non parlare del Roman Polanski europeo (quello di Repulsion, Cul-de-sac, Il coltello nell’acqua) e di Andrzej Wajda. Nonostante l’amore dichiarato da Scorsese per il cinema italiano, escluso anche Sergio Leone. Gli altri che non ci sono, e invece dovrebbero esserci, divertitevi voi a indicarli.
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