VeneziaFestival2014. Recensione: THE POSTMAN’S WHITE NIGHTS. Il ritorno di Konchalovskij con un film pieno di grazia

11414-Belye_nochi_pochtalona_Alekseya_Tryapitsyna_1The Postman’s White Nights (Le notti bianch del postino) di Andrej Konchalovskij. con Aleksey Tryapitsyn. Russia. Venezia 71-Concorso.
11497-Belye_nochi_pochtalona_Alekseya_Tryapitsyna_6Il glorioso Konchalovskij, anni 77, stupisce con un film fresco, fragrante, pieno di grazia che mescola documentarismo, etnografia, finzione. In un villaggio dell’estremo nord russo un postino consegna lettere e pensioni, e tesse la ragnatela dei rapporti sociali. Facendoci man mano scoprire la minuscola comunità: la bionda Irina, l’alcolista irriducibile, e via così, senza mai cadere nel bozzetto. Un film che è un incanto. Voto 7+
B037_C004_0805HU.0012313FToh, chi se l’aspettava dal Konchalovskij di A 30 secondi dalla fine, Siberiade e Maria’s Lovers, che di anni ne ha 77, un film così? Intendo, così fresco, vitale, fragrante, perfino allineato con certe tendenze del cinema ggiovvane, quello che mescola documentarismo, finzione, etnografia. In un villaggio nell’estremo Nord della Russia – ecco il perché delle notti bianche del titolo – un postino instancabile e un po’ impiccione si muove da una casa all’altra, se necessario attraversando con la sua barca il lago su cui affaccia il paesello, portando messaggi e soprattutto pensioni. E lubrificando i rapporti sociali. Senza di lui, Ljosha, la vita di relazione collasserebbe. Attraverso il suo andare e venire conosciamo man mano la minuscola comunità, compresa Irina, la bionda di cui il postino è innamorato, madre di un bambino che diventerà il compagno di scorribande di Ljosha. Liti, mugugni, rappacifiazioni. Un misterioso furto. Un viaggio nella vicina base missilistica che ci restituicse un po’ della passata grandeur sovietica. Un film incantevole, con momenti di assoluta grazia (la gita in barca con il bambino, lo stupire del postino e del piccolo davanti ai missili). Un altro candidato ai premi. Occhio a Aleksey Tryapitsyn, potrebbe vincere la Coppa Volpi come migliore attore. Ha tutti i requisiti che piacciono alle giurie dei festival, è bravo, è sconosciuto, non lavora a Hollywood, non parla inglese (come l’attore russo appena premiato al Festival di Locarno).

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