I film-scandalo del Venezia Film Festival 2014 (sempre che di scandalo si possa ancora parlare)

Larry Clark sul set di 'The Smell of Us'

Larry Clark sul set di ‘The Smell of Us’

Un tasso di eccesso e deviazione dai binari medi è fisiologico in ogni festival, anzi necessario. Parlo di eccessi erotici, scene che in altri tempi sarebro state oscurate, di sesso più o meno esplicitamente esibito. Allora, quali sono stati i film-scandalo dell’appena conclusa Mostra del cinema di Venezia che più hanno scosso ? Sotto la lista. Se ricorro alla parola scandalo è per comodità d’uso, anche per convenzione. È per intendere quel qualcosa, quella pietra d’inciampo che blocca il percorso dello spettatore (visto che di cinema parliamo) e lo scuote, lo porta a interrogarsi, magari a indignarsi.
1) Nymphomaniac Volume II (long version) – Director’s Cut di Lars Von Trier
Diavolo di un Von Trier. Di Nymophomaniac non ne se ne poteva più, ci si è andati a questa prima mondiale veneziana della versione uncut del volume secondo più per dovere, sospinti dal super Io cinefilo, che per voglia e convinzione. Giusto per chiudere la pratica Nymphomaniac, ecco. Invece lui ancora una volta ci ha sorpreso e scosso. Con quella doppia penetrazione di Joe/Charlotte Gainsbourg con i due fratelli black (e parecchio ci vien mostrato della sodomizzazione). Con la signora sex addicted che si concede a una decina e più di uomini su un mucchio di carbone. Ma, soprattutto, con il lungo episodio, del tutto inedito, dell’aborto autoprocurato della protagonista. Minuziosi dettagli splatter, molto sangue, strumenti penetrativi che son di tortura. Qualcosa che, garantisco, non s’è mai visto al cinema. Quasi insostenibile.
2) Im Keller (In the Basement – In cantina) di Ulrich Seidl
Nella brillante quanto cinica e beffarda escursione di Seidl nelle cantine austriache (no, non è un viaggio vinicolo, ma un andare a scoprire cosa ci fanno nel sottosuolo di casa i suoi connazionali) incontriamo anche una coppia sadomaso, un donnone cui piace dominare e un orsone peloso che adora farsi schiavizzare. Pesi attaccati ai testicoli, dilatatori anali, e lui sollevato con carrucole attraverso ganci sempre applicati ai testicoli. Pure molto divertente. Presenti in sala, i due a fine proiezione sono stati molto applauditi. Meno divertente invece la confessione di una tristissima masochista che, quando non si fa maltrattare, fa la volontaria in una struttura per donne maltrattate.
3) The Smell of Us di Larry Clark
Larry Clark torna alle sue ossessioni, ragazzini e ragazzine non proprio angeli di virtù. Angeli sì, ma caduti e corrotti. Che fan cosacce di vario tipo, droghe e alterazioni, ma soprattutto molto sesso. A due, a tre, promiscuo, omo e etero. Che si prostituiscono a signori e signore che potrebbero essergli genitori e addirittura nonni, si fanno video e li mandano online. Tutto molto estetizzato e glamourizzato. Facile dare del voyeur e dello sporcaccione a Larry Clark, ma bisogna riconoscergli un senso forte del cinema, e almeno un paio di scene sono formidabili e strazianti.
4) Pasolini di Abel Ferrara
Film in massima parte austero. Sono solo due le scene da inserire in questo nostro catalogo. La prima sta nella corposa parte in cui Abel Ferrara visualizza alcuni episodi del romanzo-saggio incompiuto di Pasolini Petrolio, ed è un blow job molto ravvicinato e quasi esplicito praticato dal protagonista a un ragazzo di vita. La seconda, il gran baccanale della fertilità nella città sodomita, con gay e lesbiche che una volta all’anno si accoppiano per perpetuare la specie. Una sequenza tratta dalla sceneggiatura di Porno-Teo-Kolossal, il film con Eduardo che Pasolini avrebbe voluto ma non riuscì a girare.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, Dai festival, festival, film e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.