Recensione: NAVAJAZO, il film messicano vincitore (ex aequo) del Milano Film Festival

NAVAJAZONavajazo di Ricardo Silva. Messico. Documentario. Vincitore al Locarno Film Festival della sezione Cineasti del Presente. Vinctore del Milano Film Festival ex aequo con l’ucraino The Tribe (Plemya).
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In giro per Tijuana, una delle città messicana più luride, losca metropoli ai confini con gli Usa e sentina di ogni vizio e traffico. Un documentario che è qualcosa di più e qualcosa d’altro, un viaggio agli inferi. Nel sordido, nel laido, nel marginale, nel bizzarro. Tossici rovinatissimi che si fanno in vena sotto tende di cellophan, templi voodoo di giocattoli, attori di novelas, prostitute americane, attori porno, gente che vuol fare film porno, cazzi tatuati. Un mondo di derelitti ai confini del freak. Cose mai viste, vi dico. Una delle esperienze vere, e veramente radicali, che si possono provare a un festival. Io l’ho visto a Locarno e ne son rimasto folgorato. Un prodotto messicano di scuola Reygadas, cioè massimamente perturbante. Comunque imperdibile, nel caso arrivasse dalle vostre parti (qualcuno avrà mai il coraggio di distribuirlo in Italia?). Per stomaci forti.

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