Il film da non perdere stasera in tv (in chiaro): NODO ALLA GOLA di Alfred Hitchcock (lun. 22 sett. 2014)

Nodo alla gola (Cocktail per un cadavere) di Alfred Hitchcock, Iris, ore 23,25.
rope-pic-1_171849604Il film – anno 1948 – in cui il gran maestro del thriller tentò la difficile sfida tecnica di girare in un numero limitato di lunghissimi piani sequenza, raccordati poi in fase di editing in modo che la narrazione apparisse senza stacchi, e questo per dare l’illusione allo spettatore di una ripresa in tempo reale. Qualcosa di sommamente ardito che anticipa e si fa modello di parecchie sperimentazioni successive, da Arca russa di Sokurov a Ana Arabia di Amos Gitai fino al recentissimo Birdman di Iñarritu appena visto al Festival di Venezia. Per Nodo alla gola (uscito in Italia anche con il titolo Cocktail per un cadavere) si racconta e anche favoleggia di un set in cui il tracciato della macchina da presa era rigorosamente segnato sul pavimento, lo stesso per la posizione e i movimenti degli attori, per gli arredi di scena, con gli attori che si spostavano man mano che la mdp avanzava per poi ricomparire e rifarsi riprendere, in un gioco continuo di sparizione-riapparizione. Sensazionale. Ma Nodo alla gola non si fa ammirare solo per la somma perizia tecnica. Resta uno dei più ipnotizzanti prodotti di Hitchcock per via di quella diabolica coppia di protagonisti, due giovani studenti, un succube e un incube che lo ha plagiato e lo domina, che organizzano un delitto solo per il piacere di uccidere, per nicciano superomismo (di cui discettano in una scena) e per amore del delitto gratuito e perfetto. Si lascia intendere anche una relazione omosessuale tra i due, sfidando il codice Hays in quel tempo (1948) ancora in vigore. I due uccidono un collega e nascondono il cadavere in una cassapanca, poco dopo arrivano gli invitati al cocktail e la suspense è tutta nel “li scopriranno? e come?”. Tesissimo. A mangiare la foglia è un loro professore, James Stewart, che riuscirà a incastrarli. Il succube è il belloccio Farley Granger, che poi approderà sul set viscontiano di Senso. Ispirato a un fatto di cronaca vera e nera che aveva sconvolto anni prima l’America.

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