Film stasera sulla tv in chiaro: GORKY PARK (mart. 23 sett. 2014)

Gorky Park, La Effe, ore 21,10.
MSDGOPA EC014Buon thriller del 1983, non all’altezza però del formidabile libro di Martin Cruz Smith da cui è stato tratto e che resta tra i classici cartacei dei primi anni Ottanta. Un noir epocale, perché uno scrittore americano si immergeva nella Mosca ancora molto sovietica usandola come sfondo e anche come protagonista, e restituendola con un grado di credibilità impressionante. Russo è il detective, russi i personaggi di primo piano e collaterali, profondamente russa la trama degli inganni, delle doppiezze e dei depistaggi orchestrata dal KGB e dai suoi mefistofelici ufficiali e officianti. Il film mette in scena e impagina con la massima fedeltà, ma ce la fa solo in parte a restituire il clima claustrofobico e paranoico che traspare da ogni passaggio del romanzo. Un’operazione di mimesi, quella di Cruz Smith, sensazionale. Tre cadaveri vengono ritrovati in Gorky Park, tutti e tre col volto scarnificato, tutti e tre privati delle impronte digitali. Uno è di uno straniero. Si occupa della brutta faccenda l’ispettore Arakdy Renko, uomo retto, hombre vertical che ha pagato la sua indipendenza, se non con l’ostracismo, con la marginalizzazione nel lavoro, con la progressiva perdita di status e di opportunità di carriera. Conoscerà una donna bella e enigmatica, Irina, si imbatterà in loschi traffici. Michael Apted, il regista, non ha potuto girare in Russia e ha dovuto ripiegare sulla Finlandia. Risultato corretto, ma al di sotto di quanto allora ci si aspettava. A non far rimpiangere il libro è solo William Hurt, meraviglioso, malinconico, amaro eppure indomabile Renko.

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